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Difendiamoli: tragedia a genzano: Sbranato a 10 mesi dal suo mastino |
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La Repubblica
Possibile iscrizione del padre nel registro degli indagati: "atto dovuto"
Il mastino è in osservazione al canile: è nervoso e ringhia
Genzano, bimbo ucciso dal suo cane
Il pm valuta omicidio colposo per padre
Le indagini, finora, dicono che l'animale era perfettamente in regola
Genzano, bimbo ucciso dal suo cane Il pm valuta omicidio colposo per padre
La villetta dove il mastino ha ucciso il piccolo Alessandro
ROMA - E' al vaglio del pm della procura di Velletri (Roma) la posizione del padre di Alessandro Manzi, il bimbo di dieci mesi sbranato e ucciso ieri dal suo cane, un mastino napoletano, nella villetta di via Tiberio a Genzano. Il magistrato, secondo quanto si è appreso in ambienti investigativi, starebbe valutando una possibile iscrizione del papà del piccolo come "atto dovuto" per omicidio colposo in relazione alla custodia del cane.
Finora, tuttavia, le indagini della polizia avrebbero escluso responsabilità in ordine alla custodia del cane che era registrato alla Asl, aveva il microchip obbligatorio, e dalle testimonianze dei vicini non sono sembrati emergere precedenti aggressioni. Il magistrato ha disposto l'esame autoptico.
Intanto il cane responsabile dell'uccisione del bimbo è in osservazione al canile. Il veterinario ha evidenziato che la razza non è inserita nei registri nazionali e della Regione tra quelle pericolose. Il cane da ieri è comunque nervoso e ringhia sempre. Il veterinario si è riservato di fare ulteriori accertamenti.
(14 febbraio 2009)
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Il Messaggero
L'etologo Celli: dramma della gelosia, anche il cane arriva all'odio
ROMA (14 febbraio) - L’etologo Giorgio Celli non ha dubbi: il mastino napoletano è un cane particolarmente indicato per i bambini, è affettivo, li tratta con lo stesso affetto che usa per i suoi cuccioli, li protegge.
E allora, a Genzano, cosa è successo?
«Per dare la risposta esatta bisognerebbe conoscere la storia del cane in quella famiglia, ma nessun proprietario riesce mai a fare un quadro appropriato quando accadono drammi di questa portata».
In generale, allora, cosa potrebbe trasformare un cane come il mastino in un assassino?
«La gelosia, per esempio. Quando si ha un cane e in casa arriva un bambino, bisogna stare molto attenti a non trascurare l’animale perché soffre di gelosia come qualsiasi persona. Bisogna far partecipare il cane come se fosse un fratellino, naturalmente senza farlo troppo avvicinare, ma coinvolgendolo nelle affettività che si esprimono al bimbo».
Difficile tenere presente un cane, mentre si coccola un neonato.
«Eppure sono molto più emotivi di noi umani, se vedono le attenzioni che erano per loro rivolte a un altro “cucciolo” fanno presto a passare dalla gelosia all’odio. Quindi se non vogliamo far succedere dei drammi dovremmo tutti tenerne conto».
Non può accadere invece che involontariamente un bambino piccolo provochi la reazione dell’animale?
«No, al massimo avrebbe ricevuto piccoli morsi, ma il cane non avrebbe mai massacrato il bimbo».
Cosa consiglia?
«Che chi prende un cane faccia un corso da un istruttore. Imparerà cose che gli saranno utili».
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Italiaonline
La disperazione della madre testimone oculare del dramma
“Il cane ha ucciso mio figlio”
"Il cane ha ucciso mio figlio". Queste le parole che avrebbe urlato la madre del bambino deceduto a Genzano dopo essere stato morso da uno dei due cani di proprietà della sua famiglia nel giardino di una villetta in località Colli di Cicerone a Genzano. A riferirlo un vicino di casa della famiglia Manzi. "Ho sentito delle urla e mi sono avvicinato alla casa, e quando sono arrivato la madre stava urlando 'il cane ha ucciso mio figlio', gli ho chiesto quanti anni ha il bambino, e lei mi ha risposto 'undici mesi'" prosegue la testimonianza del vicino di casa. "Non ci conosciamo con questa coppia, abbiamo solo un rapporto di buon vicinato, ci salutiamo quando ci vediamo - conclude il testimone - so che il bambino si chiamava Alessandro". Altri vicini di casa riferiscono che: "Qui in zona praticamente tutti hanno un cane, ci sentiamo maggiormente sicuri perché questa è una zona molto buia e poco frequentata. So che il mastino napoletano dei genitori del bambino probabilmente si chiama Gaetano, è di taglia molto grande e spesso lo sentiamo abbaiare”. Dolore e partecipazione alla tragedia anche dal mondo istituzionale locale: "Il sindaco, l'amministrazione e i cittadini di Genzano sono profondamente vicini alla famiglia del bimbo, deceduto a causa dell'aggressione del proprio cane". "Siamo in contatto con la famiglia e le Forze dell'Ordine si sono attivate subito, ma siamo ancora sotto choc per una vicenda terribile, che lascia la città intera sgomenta e in grande lutto", ha detto in una nota il sindaco di Genzano Enzo Ercolani.
Edizione n. 2112 del 14/02/2009
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Il Gazzettino
Dramma in una villetta vicino a Roma. Ricoverata in ospedale la nonna che ha cercato di salvare il piccolo. Sotto choc i genitori
Aggredito dal cane di casa: muore a 10 mesi
Il bambino si trovava sul passeggino in giardino quando il grosso mastino napoletano si è scagliato contro di lui
Sabato 14 Febbraio 2009,
Roma
Un'aggressione improvvisa e feroce da parte del cane di famiglia. È morto così un bimbo di appena un anno, figlio unico, ucciso dal suo mastino nel giardino di casa a Genzano, una cittadina dei Castelli Romani. Il bimbo, appena dieci mesi, si trovava sul passeggino ed era appena uscito da casa in compagnia della nonna. Il cane, un mastino napoletano di quattro anni, si è avventato sul piccolo, ferendo anche la nonna che ha tentato di salvarlo, mettendosi tra l'animale e il nipotino.
La tragedia, poco dopo le dieci di ieri mattina nel giardino di una villetta, una delle tante di quella zona, alle porte della capitale. Una zona isolata dove è abitudine avere cani da guardia. I genitori del piccolo Alessandro Manzi che si trovavano all'interno della casa, sentendo le urla sono usciti in giardino provando a soccorrere il figlio, portandolo nel vicino ospedale di Velletri. Lo stesso ospedale dove ora è ricoverata la nonna con alcune fratture, escoriazioni e graffi. Sotto coch i genitori di Alessandro che a distanza di diverse ore non ricordano nulla di quanto avvenuto nel giardino della loro casa e non riescono a parlare. Lo psicologo che li assiste racconta che la coppia, impiegati, non ricorda neanche i propri nomi.
Sono sconvolti e non sono riusciti a spiegare cosa sia successo al mastino di quattro anni che la famiglia aveva in casa da diverso tempo. Il cane, che un veterinario della Asl ha addormentato e portato in un centro specializzato, sembra che prima di questa mattina non abbia mai dato problemi: mai nessuna reazione aggressiva. Il mastino era regolarmente registrato così come l'altro cane della famiglia. I due animali, si è appreso, di giorno stavano all'interno di un recinto nel giardino della villetta.
I genitori del piccolo Alessandro sono talmente disperati che potrebbero commettere un gesto disperato e per questo motivo la polizia, nel pomeriggio di ieri, ha preso in custodia la pistola del padre. La polizia intanto è in attesa della relazione del veterinario della Asl per valutare, con la magistratura, se per i genitori del bimbo esistano gli estremi di una accusa per "negligenza ed imperizia".
E dopo la morte del piccolo Alessandro è intervenuto il sottosegretario del Welfare, la veronese Francesca Martini, che esprimendo per la famiglia ha sottolineato quanto sia necessario una «responsabilità civile e penale per i proprietari di cani, formazione degli stessi proprietari che dovranno conseguire un patentino». Ed è scoppiata la polemica. Secondo l’associazione di consumatori Codacons il sottosegretario «continua la sua battaglia ideologica e settaria a favore dei cani, e si appresta ad eliminare le razze pericolose, non comprendendo che è un fatto assolutamente normale che un cane morsichi un uomo, come dimostrano le 191 morsicature che si verificano ogni giorno». Anche il Moige, movimento italiano genitori, dopo l'episodio accaduto a Genzano, attacca la sottosegretario: «Imporrà l'uso del guinzaglio corto, ma non la museruola che invece sarà collegata a determinate caratteristiche dell'animale, come peso o stazza, e non alla razza» si legge nel comunicato dell'associazione. «È necessario disciplinare in maniera esaustiva e definitiva il possesso, la cessione, la riproduzione, l'introduzione in Italia dei cani pericolosi - conclude il Moige, e rivolgendosi ai genitori chiede di non tenere cani ad elevato potenziale di aggressività con i bambini, «alcune razze sono incompatibili con loro e potenzialmente molto pericolose».
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Il Secolo XIX
Il mastino è fuoridalla "lista nera"dei più pericolosi
la legge
Roma. Il mastino napoletano non è stato più inserito nella lista delle razze dei cani considerati pericolosi dal 2005. Nel 2003-2004, quando la lista, inizialmente comprendeva oltre 90 razze (poi fu ridotta a17), il mastino napoletano era inserito nell'ordinanza del ministero della Salute diretto da Girolamo Sirchia. Successivamente, quando la carica passò a Francesco Storace, il "mastino" scomparve dalla lista. In seguito è stata emanata l'ordinanza del 12 dicembre 2006, entrata in vigore il 13 gennaio 2007, ma la lista è rimasta invariata. «Il mastino napoletano non ha mai fatto parte in nessuna ordinanza, se non in quella del ministro Sirchia del 2003, della lista dei cani potenzialmente pericolosi che hanno l'obbligo di giunzaglio e museruola», spiega Enrico Loretti, medico veterinario. «La vecchia ordinanza del ministero della Salute - aggiunge - è scaduta a gennaio 2009 e, da quanto mi risulta, so che è in via di emanazione una nuova ordinanza nella quale non saranno indicate le razze pericolose, ma sarà basata esclusivamente sulla pericolosità o aggressività del cane, a prescindere dalla razza. In altre parole se, in passato, abbia manifestato aggressività». Per il presidente della Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva, Aldo Grasselli, episodi come quello di Genzano non potrebbero comunque essere evitati con ordinanze più severe o con liste che comprendano più razze. «Sono convinto che nessuna norma, anche la più severa, possa essere realmente efficace se le persone che possiedono dei cani, non hanno le necessarie accortezze. I proprietari dei cani devono sapere i rischi che si corrono tenendo i loro animali alla portata di bambini o neonati».
14/02/2009
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Il Secolo XIX
Bimbo di un annosbranato dal canenel giardino di casa
roma
L'animale si è lanciato all'improvviso contro il piccoloLa nonna ha cercato di salvarlo ed è rimasta ferita
ROMA. Un'aggressione improvvisa e feroce da parte del cane di famiglia. È morto così un bimbo di soli 10 mesi, figlio unico, ucciso dal suo mastino nel giardino di casa a Genzano, una cittadina dei Castelli Romani. Il bimbo si trovava sul passeggino ed era appena uscito da casa in compagnia della nonna. Il cane, un mastino napoletano di quattro anni, si è avventato sul piccolo, ferendo anche la nonna che ha tentato inutilmente di salvarlo, mettendosi tra l'animale e il nipotino.
La tragedia, poco dopo le 10 di ieri mattina nel giardino di una villetta, una delle tante di quella zona, alle porte della capitale. Una zona isolata dove è abitudine avere cani da guardia. I genitori del piccolo Alessandro Manzi che si trovavano all'interno della casa, sentendo le urla sono usciti in giardino provando a soccorrere il figlio, portandolo nel vicino ospedale di Velletri. Lo stesso ospedale dove ora è ricoverata la nonna con alcune fratture, escoriazioni e graffi.
Sotto choc i genitori di Alessandro che a distanza di diverse ore non ricordano nulla di quanto avvenuto nel giardino della loro casa e non riescono a parlare. Lo psicologo che li assiste racconta che la coppia, entrambi impiegati, non ricorda neanche i propri nomi. Sono sconvolti e non sono riusciti a spiegare cosa sia successo al mastino di quattro anni che la famiglia aveva in casa da diverso tempo.
Il cane, che un veterinario della Asl ha addormentato e portato in un centro specializzato, sembra che prima di ieri mattina non abbia mai dato problemi: mai nessuna reazione aggressiva. Il mastino era regolarmente registrato così come l'altro cane della famiglia. I due animali, si è appreso, di giorno stavano all'interno di un recinto nel giardino della villetta.
I genitori del piccolo Alessandro sono talmente disperati che potrebbero commettere un gesto disperato e per questo motivo la polizia, nel pomeriggio, ha preso in custodia la pistola del padre. La polizia intanto è in attesa della relazione del veterinario della Asl per valutare, con la magistratura, se per i genitori del bimbo esistano gli estremi di una accusa di negligenza e imperizia.
E dopo la morte del piccolo Alessandro è intervenuto il sottosegretario del Welfare Francesca Martini, che esprimendo cordoglio per la famiglia ha sottolineato quanto sia necessario prevedere una «responsabilità civile e penale per i proprietari di cani, formazione degli stessi proprietari che dovranno conseguire un "patentino", ed una particolare attenzione alla prevenzione di potenziali aggressioni anche all'interno delle mura domestiche attraverso un ruolo attivo dei veterinari».
Mentre per il Codacons «Martini continua la sua battaglia ideologica e settaria a favore dei cani, e si appresta ad eliminare le razze pericolose, non comprendendo che è un fatto assolutamente normale che un cane morsichi un uomo, come dimostrano le 191 morsicature che si verificano ogni giorno».
14/02/2009
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Il Tempo
tragedia a genzano
Sbranato a 10 mesi dal suo mastino
È morto a soli dieci mesi, sbranato dal cane di famiglia, il piccolo Alessandro. La nonna, la signora Giuseppina, ha provato con il suo corpo a fare da scudo al bimbo, ma a nulla sono valsi i suoi tentativi. È stata ferita, eppure lei avrebbe dato tutta la sua vita per evitare quel massacro.
Erano da poco passate le dieci di mattina, il piccolo Alessandro era in casa con la nonna, nell'abitazione limitrofa a quella dei suoi genitori, in via Tiberio, nella zona residenziale Colli di Cicerone, a Genzano. Vista la bella giornata, la signora Giuseppina aveva deciso di portare il nipotino a fare una passeggiata. Lo ha coperto per bene e lo ha messo nel passeggino. Appena fuori, però, è successo l'imprevedibile. Il cane, un mastino napoletano di tre anni, che fin da cucciolo viveva con i genitori del piccolo, ha scavalcato una recinzione e si è avventato sul bambino, strappandolo dal passeggino.
La nonna ha cominciato a urlare e ha tentato di riparare il piccolo, ma quell'animale era furioso. Ha preso il telefono che aveva in tasca e ha chiamato la nuora, Susanna, la mamma del piccolo, che, come tutte le mattine, era a lavoro a Roma. Le ha chiesto di chiamare i soccorsi. Susanna ha sentito in diretta la ferocia del cane e, anche se presa dal panico, in un istante ha avvisato il 118 e Massimo, il marito, dipendente di una ditta di Albano. L'uomo è corso subito a casa. Dopo pochi istanti era lì, prima del 118. Il suo bimbo era in terra, in una pozza di sangue, così sua madre. Non ci ha pensato due volte, ha caricato il suo angelo sulla macchina e lo ha portato in ospedale, al «De Sanctis» di Genzano. Una corsa contro il tempo, un tempo che per Ale non c'era più. È infatti arrivato cadavere, ucciso, con molta probabilità, da un morso al collo. Nel frattempo il 118 ha trasportato la signora Giuseppina, ferita e sotto choc, al «Paolo Colombo» di Velletri. Un codice giallo il suo, non era fortunatamente in pericolo di vita.
Sul posto della sciagura sono subito intervenuti gli agenti del commissariato di Genzano, con loro il dirigente, il vicequestore aggiunto, Maria Sironi. Agghiacciante la scena davanti ai loro occhi. In terra c'era il piumino del bimbo, ridotto a brandelli. Poco distante il pannolino, pieno di sangue, poi il passeggino capovolto. I poliziotti hanno cominciato a ricostruire sommariamente la scena del delitto e acquisito i reperti. In casa hanno sequestrato delle armi, regolarmente detenute da papà Massimo, probabilmente per timore di gesti estremi della coppia: Alessandro era il primo e unico figlio. Un delitto terribile quello da ricostruire passo per passo a cui pare che nessuno, oltre la nonna, abbia assistito. In quel complesso residenziale vivono infatti molte famiglie romane, o comunque persone che al mattino si alzano per andare a lavoro. Un silenzio assordante, quello che circondava il civico 11 di via Tiberio.
Il mastino napoletano, regolarmente registrato e vaccinato, è stato sedato e affidato ai veterinari della Asl Roma H che lo hanno trasferito in un canile di via Nettunense. L'animale non aveva mai mostrato segni di aggressività. Al momento i veterinari lo stanno videoregistrando per riprendere i suoi movimenti e capire se il suo gesto sia stato casuale, o dettato da qualche disturbo mentale. Qualcuno ipotizza «un attacco di gelosia», ma solo gli esperti potranno chiarire la situazione. Intanto gli agenti del Commissariato di Genzano hanno aperto un'indagine, di concerto con la procura della Repubblica di Velletri, per accertare i fatti. Indagine che potrebbe sfociare in un'ipotesi accusatoria di omicidio colposo nei confronti di Susanna (36 anni) e Massimo (39 anni). I coniugi sono stretti nel loro terribile e insopportabile dolore e per tutta la giornata di ieri sono stati accanto al loro piccolo in ospedale. Entrambi sono comprensibilmente sotto choc per l'accaduto. Intanto il pm Bertolini, che si occupa dell'inchiesta, nelle prossime ore ascolterà i genitori della vittima.
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Quotidiano.net
TRAGEDIA A GENZANO
Bimbo di un anno ucciso dal suo cane
Il bambino era in compagnia della nonna e della madre quando è stato improvvisamente aggredito dal cane: il piccolo è morto poco dopo il ricovero in ospedale
Roma, 13 febbraio 2009 - Un bimbo di un anno è stato aggredito e ucciso questa mattina a Genzano (a pochi chilometri da Roma) dal cane dei suoi genitori, un mastino napoletano. Il piccolo è era nel giradino della villetta con la madre e la nonna, quando il cane si è avventato su di lui e lo ha morso uccidendolo praticamente sul colpo.
Inutili i soccorsi subito prestati dalle due donne e dal padre, anche lui presente in casa al momento del fatto. L’animale è stato sedato da un veterinario e portato in un canile della zona dei Castelli romani, la nonna del bambino, anche lei ferita dal mastino, è stata accompagnata in ospedale.
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Wind Press
BIMBO UCCISO DA CANE. LAV CHIEDE DDL GOVERNO
Comunicato stampa LAV 14.2.2009
BIMBO UCCISO DA CANE (GENZANO), LAV: CORDOGLIO ALLA FAMIGLIA, NON SOPPRIMETE IL CANE.
GIUSTA NON CONFERMA DELLA INUTILE E DANNOSA “BLACK LIST” DELLE RAZZE. MA OLTRE ORDINANZA E’ URGENTE DISEGNO DI LEGGE DEL GOVERNO
“La LAV condivide come tutte le associazioni animaliste e veterinarie, ovvero quelle che quotidianamente sono a contatto con i cani, la cancellazione dell’inutile e dannosa “lista nera” delle razze canine nella prossima Ordinanza del Ministero della Salute in materia di prevenzione delle aggressioni, e approva i principi cui è ispirata grazie al Sottosegretario Martini: educazione, formazione e responsabilizzazione dei proprietari, con la particolare attenzione alla prevenzione della maggior parte di casi, quelli che avvengono all'interno delle mura domestiche”. Questa la dichiarazione della LAV all’indomani della tragica uccisione di un bambino di appena 11 mesi da parte del cane di famiglia, avvenuta ieri a Genzano, alle porte di Roma.
“E’ però urgente che, aldilà della nuova Ordinanza, il Governo vari subito il promesso Disegno di Legge sul tema – dichiara Gianluca Felicetti, presidente della LAV - Solo così sarà possibile avere uno strumento duraturo nel tempo e sanzioni certe per i trasgressori.”
La LAV esprime profondo cordoglio alla famiglia del bambino ucciso. L’Associazione, che da molti anni si occupa con successo del recupero comportamentale di cani “difficili”, ovvero addestrati all’aggressività (es. lotte tra cani) o maltrattati, chiede che questo cane non venga criminalizzato né tantomeno soppresso.
“Sarà necessario accertare come si sono svolti realmente i fatti – dichiara Ilaria Innocenti, del settore LAV Cani e Gatti – indubbiamente è necessario essere consapevoli che tanto i bambini, quanto i cani necessitano di molte attenzioni e precauzioni. La stessa naturale reazione, anche semplicemente di fastidio rispetto ad esempio a un rumore improvviso, di un cane di piccola taglia e di un cane di grossa taglia, può purtroppo avere effetti molto differenti proprio a causa della diversa mole e forza del cane. Ma questo non significa che il cane abbia problemi comportamentali o sia addirittura pericoloso. Per quanto questa vicenda sia dolorosissima, invitiamo tutti a non criminalizzare un animale che è e resta davvero il miglior amico dell’uomo”.
Episodi come quello accaduto a Genzano non potrebbero comunque essere evitati con ordinanze che prevedano una black list. Non esistono razze pericolose, ma solo razze che presuppongono una maggiore conoscenza cinofila. Simili tragedie si possono evitare, ma per prevenirle è necessaria la responsabilizzazione dei conduttori e la loro formazione affinché sappiano educare il cane e riconoscerne i segnali per poter intervenire in maniera appropriata e tempestivamente per aiutarlo a ripristinare l’equilibrio relazionale. I conduttori di cani impegnativi hanno il dovere verso l’animale, verso la propria famiglia e la collettività di saper educare e gestire il cane affinché conduca una vita serena e tranquilla e non se ne comprometta l’equilibrio.
14.2.2009
Ufficio stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586 www.lav.it
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Il Mattino
14/02/2009
ELENA ROMANAZZI Roma. Alessandro, undici mesi appena, sgranava i suoi grandi occhi azzurro cielo quando vedeva il suo cane, un mastino napoletano di nome Gaetano, il primo compagno di giochi, sempre dolce e tenero. Un cane buono, così dicevano. Un cane che invece, come impazzito, ieri l’ha azzannato a morte. Tutto è accaduto in pochi attimi, nel giardino di casa, una villetta bianca a due piani dove Ale abitava con i genitori, i nonni e due cani. Ben coperto, messo sul passeggino dalla mamma e dalla nonna, il bimbo avvolto nella sua tutina imbottita arancione, era pronto per la passeggiata. E il cane che pure a quella scena aveva già tante volte assistito gli si è furiosamente scagliato contro. Ha stretto tra le fauci la piccola testa di Ale senza più mollarla. La nonna ha tentato una disperata difesa del nipote ma è stata a sua volta assalita dall’imponente animale. La madre ha iniziato a urlare disperata. C’era anche il padre in casa, ma la corsa in ospedale a Genzano è stata inutile. Ale è morto per le gravissime lesioni riportate. Un inferno. Nel giardino in parte mattonato della villa i segni dell’aggressione. La tutina e il giacchetto per terra e quel passeggino blu nuovo di zecca, con i giochi attaccati sui lati. La famiglia Manzi, questo il cognome del bimbo e dei suoi genitori, era tranquilla. I cani abbaiavano spesso, raccontano i vicini, «erano un po’ aggressivi». Non più di tanti altri in zona. In ogni villetta, in via Tiberio a Genzano, un comune dei Castelli Romani, in molti, per difendersi dai ladri, hanno deciso di prendere un cane. Anche i Manzi avevano fatto questa scelta (il padre del bimbo aveva anche una pistola regolarmente denunciata, presa in custodia dalla polizia che teme gesti disperati). Il mastino Gaetano lo avevano preso quattro anni fa, vaccinato e regolarmente registrato con il chip: dopo esser stato sedato, ora è stato portato in un canile. I genitori di Alessandro non sono riusciti a raccontare cosa sia accaduto, sotto choc, davanti alla polizia, supportati da uno psicologo, non rammentavano neanche i propri nomi. Il mastino non figura nell’elenco delle 17 specie per le quali è previsto l’obbligo di guinzaglio e museruola. Una direttiva, tutta nuova, spiega il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, arriverà entro la fine del mese. L’obiettivo è stilare, con il concorso dei veterinari, un elenco dei cani più aggressivi. La Martini punta alla responsabilità penale e civile «nella gestione degli animali anche tra le mura domestiche». Prevede l’introduzione di una sorta di patentino per chi ha cani pericolosi e obbliga i veterinari a «segnalare alle Asl le situazioni di potenziale pericolo». Una ordinanza che non piace al Codacons e al Moige. L’associazione dei consumatori attacca il sottosegretario e l’accusa di voler eliminare la lista delle razze considerate pericolose. Il movimento dei genitori insiste sulla sterilizzazione delle razze feroci, un metodo utilizzato anche in altri Paesi dell’Ue.
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