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Tg Com
30/1/2009
Animali in film hard, Procura indaga
Bolzano, è la prima volta in Italia
C'è soddisfazione all'Ente nazionale protezione animali (Enpa) dopo l'iniziativa del sostituto procuratore di Bolzano che, per la prima volta in Italia, ha applicato il reato di maltrattamento contro gli animali per due uomini che utilizzavano cani per girare film hard. L'associazione ha annunciato che si costituirà parte civile nel procedimento a loro carico.
Secondo gli inquirenti, uno dei due uomini avrebbe girato nella sua abitazione film a luci rosse con una porno-star inglese e dei cani. Il giovae, in cerca di nuove attrici, avrebbe anche avvicinato alcune ragazze del posto, chiedendo loro se volevano guadagnare dei soldi facilmente. Queste però si sarebbero rifiutate. Per qeusto è accusato di sfruttamento, favoreggiamento ed istigazione alla prostituzione, così come maltrattamento di animali.
Un altro indagato è un trentino che avrebbe, invece, procurato all'altoatesino alcuni cuccioli Labrador e per questo l'ipotesi di reato contro di lui è di maltrattamento di animali.
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Asca
TRENTO: MALTRATTAMENTO DI ANIMALI IN FILM A LUCI ROSSE
(ASCA) - Roma, 30 gen - I Carabinieri del Noe di Trento stanno dando esecuzione a due perquisizioni concesse dall'Autorita' Giudiziaria di Bolzano, a carico di due venticinquenni abitanti a Trento ed a Bolzano, i quali sono stati raggiunti da altrettanti avvisi di garanzia poiche' ritenuti responsabili di maltrattamento di animali e produzione di materiale pornografico. Gli accertamenti condotti dai militari del NOE hanno permesso di scoprire che i due impiegavano i cani per registrare film a luci rosse.
Un'attrice porno inglese la protagonista femminile, mentre gli attori erano animali che i due riuscivano a procurarsi poiche' gestivano un allevamento in Trentino. I film girati nella Regione, venivano poi venduti su internet grazie ad un sito per zoofili del Nord Europa; per la visione di qualche minuto di riprese si dovevano pagare oltre una ventina di euro.
I Carabinieri, nel corso degli accertamenti, nell'allevamento di animali che effettuava anche servizio dog-sytter, hanno scoperto oltre una ventina di cani malnutriti, maltrattati e tenuti in pessime condizioni igienico sanitarie. I legittimi proprietari degli animali, ignari di cosa succedeva ai loro amici a quattro zampe, pagavano, ma i cani venivano stipati in gabbie sporche e sovraffollate.
res-mpd/dnp/rob
(Asca)
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animalieanimali
FILM PORNO CON CANI, L'INDAGATO E' UN ALLEVATORE CON CENTRO BLOCCATO
30 gen 09
Gli animali ripresi in scene di sesso con una professionista a luci rosse inglese. Duemila euro mezz’ora.
30 gennaio 2009 - La pensione per cani e gatti di Avigna a San Genesio (denominata «Grandi Boschi») sarebbe stata utilizzata come set cinematografico per filmini a luci rosse maniacali. E’ quanto ritiene la Procura della Repubblica che negli ultimi giorni ha chiuso un’indagine piuttosto complessa a carico dell’allora gestore della struttura, già finito più volte nei guai per maltrattamento di animali. Sono stati alcuni filmati diffusi in internet da un sito pornografico russo a far scattare la nuova indagine. L’allevatore di cani è indagato per favoreggiamento, sfruttamento e istigazione alla prostituzione.
L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Guido Rispoli, è stata condotta per mesi e mesi nel riserbo assoluto dai carabinieri del Noe, il nucleo operativo ecologico con sede a Trento. L’allevatore inquisito è Christian Galeotti, bolzanino: deve rispondere anche di maltrattamento di animali, reato individuabile nell’utilizzazione di una bestia per finalità contrarie alla propria natura.
Nell’ambito della stessa inchiesta è finito sul registro degli indagati anche un compagno di sventura trentino che però è invischiato nella vicenda solo per aspetti legati ad un traffico clandestino di cuccioli provenienti dall’Est e commercializzati abusivamente in aperta violazione di tutte le disposizioni (anche sanitarie) in vigore nel nostro Paese.
La parte più corposa dell’indagine riguarda però la realizzazione dei filmini hard con coinvolgimento di una pornostar inglese dai capelli neri, apparentemente trentenne. Secondo quanto emerso nelle indagini si tratterrebbe di una cosiddetta «superprofessionista» del sesso maniacale tanto che in un sito internet verrebbe presentata come esperta in rapporti con asini e cavalli.
Agli atti dell’inchiesta vi sono otto filmati che i carabinieri del Noe hanno messo a disposizione della magistratura dopo la presentazione della denuncia da parte di un utente di internet probabilmente alla ricerca di emozioni forti. Nelle immagini hard, assieme alla pornostar inglese, compaiono otto cani diversi. Per le performance sessuali sarebbero stati utilizzati cani labrador, pastori tedeschi, pitbull e rotweiler.
Gli inquirenti si dicono certi che i filmati incriminati siano stati girati nell’ex pensione per animali di Avigna da alcuni mesi sotto sequestro su disposizione della magistratura per precedenti indagini su presunti maltrattamenti riservati agli animali ospitati nella struttura. In alcuni fotogrammi comparirebbe, passando vicino ad una telecamera, una persona che sembra Christian Galeotti, il quale però ieri sera ha negato con decisione la circostanza affermando di essere all’oscuro di tutto.
I filmati sarebbero stati girati alcuni mesi prima dell’ultima perquisizione (avvenuta nel dicembre del 2007). Ne sono convinti gli inquirenti che hanno notato l’assenza di suppellettili successivamente sistemati all’interno del locale usato come set cinematografico dell’orrore. Obbligare una donna ad avere rapporti sessuali con un cane era una pratica utilizzata dai nazisti (che addestravano a tal proposito i dobermann) come tortura delle prigioniere. Oggi si è trasformata in perversione sessuale in grado di muovere rilevanti interessi economici grazie alle migliaia di Dvd prodotti e messi sul mercato attraverso sexy-shop e siti internet.
L’allevatore bolzanino inquisito (alle prese con notevoli difficoltà economiche) avrebbe deciso di sfruttare anche questo mercato per far soldi, al punto da muoversi come piccolo «imprenditore» del settore cercando nuove comparse femminili da inserire nel business. Sono questi aspetti della vicenda che hanno fatto scattare l’ipotesi di accusa di sfruttamento, favoreggiamento e induzione alla prostituzione. I carabinieri, infatti, avrebbero raccolto la testimonianza di due donne bolzanine a cui Galeotti si sarebbe rivolto offrendo un compenso di duemila euro per mezz’ora di sesso con i cani, davanti alle cineprese. Sin qui i fatti. Ora la vicenda dovrà essere affrontata nelle sedi opportune anche sotto il profilo giuridico dato che nel nostro Paese (a differenza ad esempio di Austria e Germania) non esiste una normativa legislativa specifica sulla produzione cinematografica di carattere pornografico. Al punto che alcuni Dvd hard di questo genere venduti in internet vengono segnalati corredati da bollino Siae a tutela del diritto d’autore. Posto che la produzione di Dvd di questo tipo non costituisce di per sè reato, la Procura ha deciso di procedere nei confronti di Christian Galeotti contestando il concorso nello sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione (avendo tra il resto messo a disposizione per denaro la pensione per animali di Avigna) ed il concorso nell’induzione alla prostituzione (per le offerte avanzate ad alcune giovani donne per la produzione di altri filmati). Oltre al maltrattamento di animali..
Mario Bertoldi, Alto Adige
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