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CORRIERE DELLA SERA
Un fenomeno non ancora spiegato Attenti, i farmaci anticancro possono distruggere la bocca: 50 casi a Napoli Il 4 per cento degli ammalati rischia la necrosi alla mandibola
La maggior parte degli operatori è all'oscuro del problema
NAPOLI - In Toscana i centri oncologici segnalano una quarantina di casi a Firenze, altrettanti a Pisa, 20 a Siena. In Piemonte gli episodi acclarati sono un centinaio, almeno 20 a Roma nel solo l'ospedale Regina Elena, 50 a Milano e a Napoli. Cifre analoghe sono, peraltro, segnalate in Europa, Australia, Stati Uniti. Per vari aspetti, ancora incompreso, il fenomeno necrosi della mandibola legato all'uso oncologico dei farmaci bifosfonati è adesso di pubblico dominio. Riuniti a Firenze per il congresso nazionale Siommms, gli esperti italiani di malattie delle ossa ne hanno dato notizia e discusso oggi in uno specifico simposio coordinato dai professori Silvano Adami e Giorgio Perfetti, due tra i massimi nomi in tema di osteoporosi (il primo) e di odontoiatria (l'altro). Benche' al momento sembri coinvolgere solo una minima parte dei malati oncologici (il 4% di quelli trattati con Bifosfonati), la vicenda è giudicata assai grave, sia perche' provoca nei pazienti danni collaterali dolorosi e a volte invalidanti, sia perché numericamente se ne ignorano i confini. Non solo: la maggior parte degli stessi operatori sanitari è tuttora all'oscuro del problema.
Si tratta dunque di un fenomeno tanto allarmante che già la Regione Toscana, attraverso l'Istituto Toscano Tumori (ITT), ha deciso di creare una particolare task force coordinata da Francesco Di Costanzo, direttore del reparti di Oncologia dell'ospedale fiorentino di Careggi. «Il nostro compito è analizzare quanto sta accadendo, capirne bene le cause e individuare i rimedi, cominciando col dare al personale sanitario tutte le informazioni del caso. La fase operativa è appena cominciata»
Una task force analoga sta nascendo in Piemonte. Ma in Campania nessuno si è al momento mosso. Infatti emergono notizie frammentarie sia come epidemiologia che come sforzo organizzativo. Manca peraltro la possibilità di stabilire una vera casistica. E non solo in Italia. In Olanda su 4000 pazienti sono stati registrati appena 33 episodi. In Inghilterra, l'ultimo numero della rivista scientifica Journal Clinic of Onchology cita invece ben 22 casi su 90 pazienti.
Il fatto accertato è che i bifosfonati di ultima generazione, farmaci importanti nel trattamento delle metastasi ossee possono provocare l'osteonecrosi della mandibola, che può successivamente infettarsi e infiltrare la cute di guance e mento con fistole esterne. Non si ha notizia di casi mortali, ma si è dovuto spesso ricostruire la mandibola con protesi. Attribuito inizialmente solo a problemi odontoiatrici, il fenomeno è stato poi collegato alle terapie a base di Bifosfonati. In molti casi si manifesta invece spontaneamente, ma per la maggior parte si tratta di pazienti neoplastici reduci da estrazione di denti o comunque con patologie dentali. Tuttavia i meccanismi patogeni non sono ancora del tutto noti. Nel 70-80% dei casi l'osteonecrosi comincia a manifestarsi appunto con una mancata guarigione dopo un'estrazione di denti o in seguito a un qualsiasi altro intervento di chirurgia orale, senza però alcun sintomo particolare.
15 novembre 2007
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