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difesa animaliDifendiamoli: Stefano Cagno - Esistono anniversari molto importanti e altri meno  

Liberazione

Stefano Cagno*
Esistono anniversari molto importanti e altri meno


Stefano Cagno*
Esistono anniversari molto importanti e altri meno. Esistono però anche anniversari che non avremmo mai voluto celebrare: uno di questi ricorre proprio in questi giorni. Nel 1909, infatti, nasceva da una tesi di laurea scritta da Clarence Cook Little, laureando in zoologia dell'Università di Harvard, la prima linea di topi da utilizzare nei laboratori sperimentali. Da allora il numero di questi animali utilizzati per la vivisezione è progressivamente aumentato ed oggi ogni anno in tutto il mondo decine di milioni di topi e altre decine di milioni di roditori muoiono nel vano tentativo di capire in altre specie quanto non siamo in grado, o non vogliamo capire, nella nostra specie.
Questo tragico anniversario offre lo spunto per alcune considerazioni che ritengo fondamentali per capire il problema della vivisezione nel suo complesso. Innanzitutto è difficile trovare in ambiente scientifico un modello sperimentale che resiste per un secolo. Poiché la scienza è in costante e sempre più veloce progresso e poiché le tecnologie lo sono ancora di più, stupisce che a distanza di un secolo utilizziamo ancora i topi (o i ratti, o i cani, o i gatti o qualsiasi altra specie) per capire i meccanismi del funzionamento del nostro organismo e per studiare le nuove sostanze con le quali potremmo venire a contatto (farmaci, pesticidi, cosmetici, ecc.).
Stupisce ancora di più se consideriamo che la validità scientifica del modello animale non è mai stata dimostrata e che, ai metodi sostitutivi si chiede invece di essere validati, ossia di dimostrare la loro validità scientifica e per fare ciò si paragonano ai risultati ottenuti sugli animali giungendo così al paradosso che un modello sperimentale mai validato, diventa il riferimento per validare altri modelli.
Quest'anno si celebra un secolo dalla nascita della prima linea di topi geneticamente simili. Ma quale utilità può avere rendere omogenei animali appartenenti ad una specie differente dalla nostra, quando nella realtà quotidiana i medici si trovano a dover risolvere il problema della variabilità genetica delle varie etnie, ognuna delle quali spesso può reagire, ad esempio ai farmaci, in maniera differente?
Nei comunicati che ricordavano l'anniversario si spendevano parole di ringraziamento per questi animali, che credo ne farebbero volentieri a meno, per le grandi conquiste che hanno permesso grazie al loro sacrificio (è proprio questo termine religioso che usano i vivisettori).
Ma siamo proprio sicuri che dobbiamo ringraziare loro e soprattutto i ricercatori che in questo secolo sono stati responsabili di una ecatombe di miliardi di topi? Proviamo a vedere qualche dato tratto dalla letteratura scientifica.
L'acido acetilsalicilico (Aspirina) e la vitamina C sono teratogene, ossia provocano malformazioni congenite nei topi, ma non nella nostra specie; al contrario il Talidomide è per noi teratogeno, ma non per i topi; la Diossina è innocua nei topi, ma molto tossica nella nostra specie, l'antiulcera Omeprazolo causa tumori gastrici nei roditori, ma non negli esseri umani, l'antiepilettico Oxcarbazepina il cancro invece lo provoca al fegato dei roditori, ma fortunatamente non nel nostro, l'antileucemico Uretano non è terapeutico nei topi, ma lo è per noi umani e potrei continuare a lungo.
Per rendere ancora più inquietante la questione bisogna considerare che i topi vivono un paio d'anni e quindi tutti gli esperimenti che conduciamo su di loro possono durare al massimo questo periodo. Nonostante ciò studiamo su di loro malattie la cui patogenesi dura a volte decenni, come ad esempio i tumori o la demenza. Ed anche per quanto riguarda i farmaci ad uso cronico, come ad esempio gli antipertensivi o gli antidiabetici, come possiamo conoscere gli effetti collaterali a lungo termine se utilizziamo animali che vivono solo due anni?
Alla luce di quanto sopra esposto, credo che dobbiamo essere grati a quanti celebrano questo tragico anniversario per un unico motivo: per averci ricordato la scandalosa pigrizia mentale e culturale di una parte della comunità scientifica che resta ancora legata a metodi sperimentali ormai vecchi di oltre un secolo.

*psichiatra, dirigente medico ospedaliero

12/02/2009


 

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