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difesa animaliDifendiamoli: Ricerca: epilessia, terapia genica 'made in Italy' blocca convulsioni  

Adn Kronos

Ricerca: epilessia, terapia genica 'made in Italy' blocca convulsioni

Milano, 16 mag. (Adnkronos Salute) - Una terapia genica 'made in Italy' contro l'epilessia. La sta studiando l'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, per offrire nuove speranze al 30% di malati resistenti ai farmaci attualmente utilizzati per controllare le crisi. Pazienti che spesso come unica alternativa hanno soltanto il bisturi: la rimozione chirurgica della zona cerebrale in cui nascono gli attacchi epilettici, spiega una nota. "Una strategia alternativa che si sta studiando ora al Mario Negri utilizzando modelli sperimentali di epilessia è la cosiddetta terapia genica", spiega Annamaria Vezzani, a capo del Laboratorio di neurologia sperimentale dell'Istituto diretto da Silvio Garattini. Ma come funziona il nuovo, potenziale trattamento? "Innanzitutto occorre individuare l'area del cervello da cui originano le crisi epilettiche, utilizzando ad esempio tecniche di imaging e di elettroencefalografia - continua l'esperta - Una volta individuata la zona 'incriminata', si introduce uno specifico gene terapeutico che sintetizza una sostanza con proprietà anticonvulsivanti (il neuropeptide Y)".

Questo tipo di terapia è stata sviluppata in uno studio sperimentale condotto da Francesco Noè nel laboratorio di Vezzani, in collaborazione con altri gruppi internazionali di ricerca diretti da Gunther Sperk dell'università di Innsbruck (Austria), da Asla Pitkanen dell'università di Kuopio (Finlandia) e da Matthew During dell'Ohio State University negli Usa. Questo studio è stato appena pubblicato sulla rivista 'Brain', puntualizza il Mario Negri. Il gene che codifica il neuropeptide Y è stato veicolato nel cervello di modelli sperimentali di epilessia utilizzando un vettore di trasporto chiamato 'vettore virale adeno-associato', derivato da un virus non patogeno. Questo approccio sperimentale permette la produzione nella zona cerebrale interessata di quantità considerevoli di neuropeptide Y - evidenzia il Mario Negri - e di conseguenza è stato possibile ridurre drasticamente la frequenza delle crisi negli animali epilettici.

Attacchi che, precisa l'Istituto, non erano altrimenti controllati da un classico farmaco anticonvulsivante, il dilantin. "I nostri risultati dimostrano che l'introduzione di un gene con un potenziale effetto 'terapeutico' nel cervello del roditore determina la produzione del peptide per almeno un anno - sottolinea Vezzani - cioè per la durata della vita dell'animale, e diminuisce significativamente le crisi epilettiche provocate sperimentalmente senza indurre apparenti effetti tossici". La ricerca apre quindi la strada alla possibilità di intervenire con tale strategia terapeutica nei casi di epilessia refrattaria ai farmaci, come alternativa alla resezione chirurgica del tessuto epilettico.

 

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