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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
«E' pericoloso» stop in Italia a anticoagulante
Devono essere ritirate alcune partite considerate potenzialmente a rischio di heparin che si sospetta abbia provocato - a seguito di difetti di fabbricazione - 19 decessi negli Usa e centinaia di casi di violente reazioni allergiche in tutto il mondo
LONDRA - Italia e Danimarca si aggiungono alla lista di paesi che hanno stabilito di ritirare dagli scaffali alcune partite considerate potenzialmente a rischio di heparin, farmaco anticoagulante che si sospetta abbia provocato - a seguito di difetti di fabbricazione - 19 decessi negli Usa e centinaia di casi di violente reazioni allergiche in tutto il mondo. Lo ha riferito il portavoce della European Medicines Agency, Martin Harvey-Allchurch, precisando che per Italia e Danimarca si tratta di una misura precauzionale e che ad oggi, dai due paesi, non vi sono state segnalazioni di problemi legati all’uso di heparin.
E' andata molto peggio in Germania, dove questo mese si sono registrati almeno 80 casi di forti reazioni allergiche tra pazienti in dialisi a cui era stato somministrato il preparato. Ma il bilancio più grave ha colpito gli Stati Uniti: 19 morti sospette e centinaia di casi di reazioni allergiche, che hanno spinto la casa madre, la Baxter International a ritirare praticamente tutti i lotti di fiale di heparin.
Ancora una volta al centro dei sospetti vi è la Cina: è cinese l'impianto che ha fornito a Baxter i lotti al centro dei sospetti e venerdì scorso, segnando un’inversione di rotta rispetto alla linea precedentemente seguita, Pechino ha deciso di rafforzare i controlli sulla sicurezza nella produzione di heparin. Precedentemente la Cina sosteneva che i controlli sulla sicurezza erano responsabilità di paesi e ditte importatrici.
L'heparin viene ricavato dalle mucose intestinali dei maiali e da altri tessuti animali, e spesso in Cina viene prodotto anche da piccole aziende non registrate. I casi di reazione allergica, e soprattutto i decessi sospetti negli Usa, hanno spinto le autorità a impartire una stretta sulla produzione non registrata. Oltre a Usa e Germania i ritiri dell’heparin hanno coinvolto anche Giappone e Canada.
25/3/2008
ADN KROSON
Ricerca: studio italiano, da farmaco noto speranze contro distrofia Ullrich
Milano, 25 mar. (Adnkronos Salute) - Arriva dalla ciclosporina A, un farmaco già noto come antirigetto dopo trapianto d'organo, la nuova speranza nella lotta alla distrofia muscolare congenita di Ullrich: una malattia causata da difetti nel gene per il collagene VI, proteina che riveste le fibre muscolari formando una sorta di ragnatela protettiva assente nei pazienti. Secondo uno studio italiano pilota condotto su 5 malati - finanziato in gran parte da Telethon e pubblicato su 'Pnas' - il trattamento con ciclosporina A delle cellule dei malati ripara il guasto che scatena la patologia. Non solo. Promette anche di favorire la rigenerazione muscolare. Il risultato - riferisce una nota - porta la firma di Luciano Merlini del Dipartimento di Medicina diagnostica e sperimentale dell'università di Ferrara, nell'ambito di uno studio diretto all'università di Padova da Paolo Bernardi (Dipartimento di Scienze biomediche sperimentali e Istituto di neuroscienze del Cnr) e Paolo Bonaldo (Dipartimento di Istologia, microbiologia e biotecnologie mediche).
Alla ricerca hanno partecipato anche altri scienziati sostenuti da Telethon: Nadir Maraldi degli Istituti ortopedici Rizzoli e dell'università di Bologna, e Alessandra Ferlini dell'università di Ferrara. Con indagini precedenti, gli stessi ricercatori avevano scoperto che il meccanismo alla base della malattia risiede nei mitocondri, le 'centrali energetiche' delle cellule. Le manifestazioni della patologia iniziano cioè da un 'corto circuito', provocato dall'apertura di un canale mitocondriale che in laboratorio può essere chiuso con la ciclosporina A. Con questo farmaco i ricercatori erano già riusciti a curare lesioni muscolari di topi privi del collagene VI, ma restava da chiarire se il medicinale funzionasse anche nell'uomo.
Cinque pazienti (4 affetti da distrofia di Ullrich e uno da miopatia di Bethlem), con diverse manifestazioni cliniche della malattia poiché portatori di diversi difetti genetici a carico del gene per il collagene VI - prosegue il comunicato - sono stati trattati con ciclosporina A. Il team italiano è riuscito quindi a misurare la funzionalità dei mitocondri in biopsie muscolari effettuate sui pazienti prima e dopo il trattamento con ciclosporina A, dimostrando che entro un mese dall'inizio della terapia si verificava un netto miglioramento, con una diminuzione parallela della morte delle fibre muscolari malate. Un dato particolarmente incoraggiante è l'aumento della rigenerazione muscolare soprattutto nei pazienti più piccoli, sottolineano gli scienziati, fiduciosi che il farmaco possa avere degli effetti benefici sul quadro clinico.
Gli studiosi ricordano tuttavia che il muscolo distrofico è in parte sostituito da tessuto connettivo e adiposo, perciò è ancora presto per dire se il farmaco sarà in grado o meno di ristabilire almeno in parte la massa muscolare. La ricerca pilota costituisce comunque un punto di svolta, assicurano, che permetterà presto di partire con un protocollo clinico su più vasta scala. "Lo studio rappresenta un brillante esempio di medicina traslazionale, in cui la comprensione dei meccanismi che scatenano le malattie nei modelli animali offre la possibilità di sviluppare terapie razionali e di trasferirle rapidamente all'uomo", commentano Bernardi e Bonaldo. "Siamo molto grati a Telethon, la cui commissione medico scientifica ha creduto nel progetto fin dall'inizio e ci ha finanziato ininterrottamente dal 1992", concludono gli esperti.
VIRGILIO
GB/ LEGGE EMBRIONI, SCIENZIATI: TERRIFICANTE LINGUAGGIO CATTOLICI
25-03-2008 09:51
"Omelie Pasqua offensive nei confronti di chi vuole fare ricerca"
Roma, 25 mar. (Apcom) - La chiesa cattolica usa un "linguaggio terrificante" quando parla del disegno di legge sugli embrioni, lo "Human Fertilisation and Embryology Bill" in discussione alla Camera dei Comuni di Londra il mese prossimo. E' il commento del professor Robin Lovell-Badge del National Institute for Medical Research di Londra, dopo la condanna espressa in numerose chiese cattoliche britanniche durante le omelie nelle messe di Pasqua. Dello stesso avviso Stephen Minger, direttore del laboratorio di Biologia delle cellule staminali del King's College di Londra, secondo cui la chiesa usa intenzionalmente un linguaggio "incendaiario... offensivo nei confronti degli scienziati che vogliono fare ricerca". Lo riferisce il quotidiano britannico 'Guardian'.
GALILEO
14 Marzo 08
Piante e animali | BIOLOGIA
Nell’occhio del tafano

Anche uno stimolo visivo estremamente breve, inferiore al millisecondo, influisce sulla decodifica delle informazioni nel sistema nervoso. La ricerca su Plos
La Ferrari degli insetti, il tafano, un minuscolo acrobata che sfreccia ad alta velocità, ha fornito la prova che anche uno stimolo visivo estremamente breve (sulla scala dei millisecondi) influisce sulla decodifica delle informazioni nel sistema nervoso. Lo hanno scoperto gli scienziati delle università statunitensi dell’Indiana e di Princeton (New Jersey) e del Los Alamos National Laboratory (Nuovo Messico), uno dei più grandi istituti multidisciplinari del pianeta.
Un essere umano non è in grado di registrare il cambiamento continuo di scenario e andrebbe incontro a una sovra-stimolazione sensoriale. Ma per una mosca si tratta invece di un fenomeno naturale: il suo sistema nervoso processa molto velocemente l'informazione in modo che l'insetto possa adeguarsi a quello che vede con un tempo di reazione di 30 millisecondi. “Durante il volo”, spiega Ruyter van Steveninck dell’Università dell’Indiana su Plos, “il tafano deve analizzare velocemente una serie di informazioni complesse e, data la sua abilità di movimento, è ragionevole pensare che il modo in cui le decifra a livello senso-motorio siano ottimali. Abbiamo allora deciso di studiare il suo sistema visivo per comprendere come il suo cervello riesca a ordinare un flusso continuo di dati molto complessi in modo tanto efficiente”.
Gli scienziati hanno monitorato un singolo neurone senso-motorio nel cervello del tafano. Un minuscolo ago-sensore è stato inserito all'interno del neurone e il tafano è stato sottoposto a una simulazione di volo in un ambiente naturale (come un bosco), che prevedeva un cambio di velocità ogni due millisecondi.
Per analizzare “la dinamica” dei segnali neuronali, il tempo è stato scomposto in frazioni di un solo millisecondo (ed anche più brevi), durante le quali il neurone poteva o meno mandare un segnale. In questo modo, ogni 30 millisecondi, erano teoricamente possibili oltre un miliardo di combinazioni on-off. I ricercatori hanno allora cercato di capire se queste combinazioni erano effettivamente comandi (una sorta di codice) o se si trattava semplicemente del numero di impulsi durante il periodo di osservazione.
I ricercatori hanno così trovato che il cervello del tafano tiene conto persino degli impulsi di durata inferiore a un millisecondo. Lo studio potrebbe portare a formulare nuovi principi per la visione artificiale. (m.g.)
L'ARENA (Il Giornale di Verona)
Martedì 25 Marzo 2008
ETICA E SCIENZA. Ricercatori: è interferenza
Staminali, i cattolici attaccano Brown
Le gerarchie chiedono al premier di dare libertà di voto ai laburisti per la legge sugli embrioni ibridi
LONDRA
In Gran Bretagna aumenta la bufera sugli embrioni ibridi dopo che la gerarchia cattolica ha sfruttato le omelie di Pasqua per tuonare contro il primo ministro laburista Gordon Brown e chiedergli di dare libertà di voto ai deputati di maggioranza quando in maggio i Comuni esamineranno la legge che a titolo sperimentale e a fini terapeutici dà il via alle ricerche sugli embrioni composti di materiale umano e animale.
L’attacco è stato sferrato in parallelo con la presa di posizione di tre ministri cattolici, (Des Browne, Difesa; Paul Murphy, Galles, e Ruth Kelly, Trasporti) pronti a dimettersi se Brown continuerà a pretendere che per disciplina i parlamentari laburisti approvino la legge. Gran parte del mondo scientifico, genetisti in testa, ha stigmatizzato «l’interferenza» e ha lanciato appelli a Brown perchè non si faccia condizionare. Robert Winston, massima autorità del Regno Unito nel campo della fecondazione artificiale ha avuto parole di fuoco per il cardinal O’Connor che aveva messo in guardia dagli «embrioni Frankenstein». «Le dichiarazioni del cardinal O’Connor», ha dichiarato Winston, «Traggono in inganno. E purtroppo quando la Chiesa dice il falso si discredita da sola. Rischia di rovinare la propria integrità».
Brown è disposto a consentire ai cattolici del suo partito il no su singoli punti ma solo se avrà la certezza che la legge sarà approvata. Il primo ministro crede che le ricerche sugli embrioni ibridi vadano autorizzate per il bene della medicina e che la Gran Bretagna debba mantenere posizioni di leadership in campo genetico. Si dice che su questi convincimenti pesi un risvolto personale: Brown ha un figlio malato di fibrosi cistica, patologia che potrebbe essere curata grazie a nuove terapie escogitate tramite gli embrioni ibridi.
LA REPUBBLICA
Dal maiale un aiuto alla fertilità del maschio
DAL MAIALE un aiuto per battere l'infertilità maschile. Mettendo in coltura gli spermatozoi degli uomini infertili con le cellule di Sertoli del maiale, componente chiave dell'apparato seminifero, si aumenta la vitalità e la durata degli spermatozoi fino ad 8 giorni contro le 24 ore solite. La scoperta, che dà una marcia in più alla fecondazione in vitro ed è frutto della collaborazione tra il Centro di Crioconservazione dei Gameti maschili dell'Università di Padova e dei colleghi dell'ateneo di Perugia, è stata comunicata al XXIII Convegno sulla Medicina della Riproduzione che si è tenuto nei giorni scorsi ad Abano Terme.
I ricercatori hanno messo in coltura con spermatozoi di soggetti sani e infertili delle cellule di Sertoli di maiale, mammifero molto simile all'uomo i cui tessuti ed organi vengono sempre più spesso usati per curare malattie. Queste cellule, che hanno una funzione regolatoria nella formazione dei gameti, hanno incrementato la vitalità degli spermatozoi di entrambi i gruppi di pazienti studiati, portando la loro fertilità fino ad 8 giorni contro le 24 ore abituali. "Le cellule di Sertoli permettono di rendere stabile, con una coltura a lungo termine, la qualità degli spermatozoi, garantendo per oltre una settimana le loro normali funzioni e la capacità fertilizzante", dice Carlo Foresta, direttore del Centro di Crioconservazione dei Gameti, all'ateneo padovano. Che ricadute avrà la scoperta sulla fecondazione in vitro? "Dopo ulteriori verifiche", risponde Foresta, "grazie a questa tecnica, un domani, anche da un paziente con spermatozoi non perfetti si potrà raccogliere il liquido seminale e utilizzare soltanto quelle cellule che hanno capacità di mobilità a lungo termine".
Ancora sull'infertilità maschile, i ricercatori padovani hanno presentato uno studio su 50 soggetti infertili da cui risulta che uno su quattro è affetto dal Papilloma Virus. Non solo, ma il virus che può provocare tumori nella donna è stato trovato nel DNA degli spermatozoi. "Ciò è preoccupante", spiega Foresta, "perché è possibile che, nei pazienti infertili per alterazione della motilità, il responsabile sia l'HPV che altera le peculiarità degli spermatozoi ed è causa di carente fertilità. E se questi spermatozoi venissero utilizzati per fecondazioni in vitro potrebbero passare il Dna virale all'ovocita, impedendo lo sviluppo dell'embrione. Se si confermasse una così forte presenza di Papilloma virus nella popolazione infertile e soprattutto una presenza di HPV negli spermatozoi, la ricerca del virus nel seme dovrebbe diventare un'indagine di routine".
Novità anche per la donna: ancora il gruppo padovano ha scoperto che la produzione di cellule progenitrici dell'endotelio messe in circolo nei processi riparativi delle arterie aumenta durante il ciclo mestruale, raggiungendo il massimo nella fase ovulatoria, quando gli estrogeni sono molto elevati. (daniele diena)
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