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IL MATTINO
18/01/2008
Svolta clamorosa a La Jolla: clonato il nucleo della vita
DANIELA CIPOLLONI È figlio di uno scimpanzè e di una mucca. È il primo embrione chimera al mondo a essere stato creato utilizzando i cugini animali a noi più vicini. Ed è l’anticamera degli esperimenti che saranno presto condotti sugli esseri umani. Almeno in Gran Bretagna, non ci sono più ostacoli agli ibridi mezzi uomo e mezzi animali. Proprio ieri, infatti, è arrivato il via libera definitivo dell’Autorità britannica per l’embriologia e la fertilità nel corso di una giornata densa di annunci al convegno a Pavia sulle cellule staminali embrionali, organizzato dal Policlinico San Matteo. Una giornata nera per chi considera «aberranti» queste ricerche. Entusiasmante per chi, invece, crede nelle potenzialità terapeutiche degli embrioni-chimera, che potranno fornire agli esseri umani una riserva di cellule staminali nuove di zecca. Fra quelli che esultano c’è Stephen Minger, del King’s College di Londra, che ha ricevuto al telefono l’ok a procedere con i suoi esperimenti sugli embrioni umani. Intanto, la notizia dell’embrione mezzo scimmia mezzo mucca offre buone speranze che questi esperimenti misti funzioneranno anche nell’uomo. Il papà di questo esperimento è Jose Cibelli, del Dipartimento di riprogrammazione cellulare dell’Università del Michigan, pioniere della prima clonazione di un embrione umano. Per ottenere la sua «creatura» ha introdotto il nucleo di una cellula adulta di scimpanzè all’interno di un ovulo di mucca privato del nucleo. Il prossimo passo toccherà l’uomo. La Gran Bretagna è il primo, e al momento l’unico, paese a permettere simili esperimenti, molto controversi sul piano etico. Quando questa estate era stato anticipato il via libera dell’autorità inglese, l’annuncio aveva fatto scalpore, suscitando in Italia l’indignazione dei credenti. Ma perché bisogna ricorrere all’incrocio di due specie diverse per ricavare embrioni? «Perché è difficile ottenere gli ovuli umani, che ci servono per fare gli esperimento, dalle donne. È molto più comodo utilizzare gli embrioni di animali», ha detto Minger. «La strada degli embrioni-chimera, che ricorre agli ovociti di bovini, maiali, conigli può aiutare la ricerca e trovare nuove cure per le malattie. Credo che tra 15 anni potremmo apprezzare le ricadute terapeutiche di questi studi», ha aggiunto lo scienziato. «Sono davvero molto soddisfatto di aver avuto il permesso». Gli esperti riuniti a Pavia non ci stanno però a essere additati come «mostruosi». Quelle che si ottengono tecnicamente non sono neppure embrioni, ma «cibridi», cioè entità senza futuro, ma sufficienti a fornire cellule che permettano di studiare alcune malattie, come quelle degenerative, a livello molecolare.
IL MATTINO
18/01/2008
Da una cellula della pelle si può ottenere un embrione umano.
Il sogno che da anni gli scienziati rincorrono è diventato realtà: è possibile creare un clone e farlo sviluppare fino allo stadio di blastocisti (quello in cui normalmente avviene l’impianto nell’utero di una donna). Tutto questo a partire da una semplicissima cellula fra i miliardi che ricoprono il nostro corpo. A creare l’embrione-fotocopia sono stati i ricercatori di una compagnia biotech di La Jolla, in California, al cui lavoro la rivista «Stem Cell» ha dedicato numerosi articoli. Nell’esperimento, sono sopravvissuti ben cinque embrioni che sono cresciuti fino allo stato di blastocisti in cui l’embrione è formato da circa 40-72 cellule. A questo stadio di sviluppo, si sono già formate le cellule staminali embrionali, che hanno lo stesso patrimonio genetico del donatore (quello a cui è stata prelevata la cellula della pelle). Queste cellule totipotenti hanno la capacità di differenziarsi in qualunque cellula del corpo. Finora, l’unico embrione umano clonato era stato sviluppato in Gran Bretagna, ma in quel caso erano state utilizzate cellule staminali adulte, molto più difficili da ottenere negli uomini, mentre questa volta è stata usata la pelle, l’organo più esteso del corpo umano. Si era rivelato una bufala, invece, l’annuncio di un clone umano ottenuto nel 2005 dal ricercatore coreano Woo Suk Hwang. Il fatto è che la tecnica utilizzata (trasferimento nucleare di cellule somatiche) è nota da tempo, ma è estremamente difficile farla funzionare. In sostanza, si prende il Dna di una cellula di un individuo e lo si introduce in un ovulo femminile, da cui è stato tolto il nucleo. L’ovulo fecondato, se ben stimolato, può comportarsi come un embrione. Il successo di questa sperimentazione ora apre le porte a nuovi scenari per la medicina. Nel prossimo futuro ognuno potrebbe crearsi una «banca personalizzata» di cellule staminali embrionali, con cui rifornirsi - come si fa in una officina di ricambio - di neuroni, cellule del fegato, del cuore, del pancreas e quant’altro. È la cosiddetta «clonazione terapeutica», che però è assolutamente bandita in Italia dalla legge 40 perché prevede la creazione di un embrione, anche se artificiale. Intanto, l’Ue fa dietrofont sulla vendita di cibi derivati da animali clonati: ieri è arrivato lo stop del comitato etico dopo il via libera dell’autorità per la sicurezza alimentare. d. c.
LA STAMPA
17/1/2008 - LA POLEMICA SUL FRANKEFOOD
Animali senza cloni
Frena il gruppo europeo delle scienze: non ci sono argomenti per duplicare bipedi e mammiferi
Vi dò la notizia nuda e cruda.
Il Gruppo europeo delle scienze e delle nuove tecnologie si e' pronunciato sugli aspetti etici della clonazione animale ai fini della produzione alimentare sostenendo che non ci sono ragioni categoriche per opporsi sostanzialmente a questo tipo di clonazione ma, allo stato attuale, non vede argomenti cosi' forti per sostenere questo tipo di tecnologia dal momento che implica delle conseguenze gravi per la salute e il benessere degli animali.
Il gruppo ha espresso comunque una serie di raccomandazioni nel caso in cui la commercializzazione di alimenti clonati venga autorizzata. Tra queste spicca l'invito alla Commissione a introdurre un sistema di etichettatura che permetta ai consumatori di identificare tali prodotti.
Il parere contrario dell'Ege segue quello positivo espresso dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), espresso venerdì scorso.
La Commissione europea ha ribadito oggi che "esaminerà in dettaglio le opinioni di questi due organi indipendenti", e prima di prendere una decisione sulla sostenibilità del rischio (risk management) derivante dalle carni clonate, lancerà "un ampio processo" di consultazione con gli attori interessati. Al tempo stesso, l'esecutivo Ue ha già commissionato un sondaggio Eurobarometro sui cibi clonati che "dovrebbe essere disponibile nella seconda metà del 2008".
L'impressione è che l'ago della bilancia, nel complesso, pesi verso il n a quello che gli oppositori chiamano il Frankenfood. Ancora ieri il governo tedesco ha dichiarato di volersi opporre con forza alla clonazione animale, a maggior ragione per fini alimentari.
VIRGILIO NEWS
Staminali: ottenute 33 'chimere'
18-01-2008 13:18
Alcune con cellule umane, altre con quelle di balena
(ANSA) - PAVIA, 19 GEN - Sono 33 le 'chimere' finora ottenute nei laboratori di tutto il mondo: alcune di esse con cellule di animali in via di estinzione. Altre, con cellule umane e di balena. Sono 5 gli animali nati con questa tecnica: il gaur, un raro bovino del sud-est asiatico; lo yak e lo zebu; il gatto selvatico e il muflone. I ricercatori preferiscono chiamarli 'cibridi', ibridi per citoplasma: embrioni ottenuti trasferendo la cellula adulta di una specie, nell'ovocita di un'altra privato del nucleo.
ITALIA SERA
Uno “zoo” a San Pietro
Nella “giornata dell’allevatore” non mancano i riferimenti ai pericoli della clonazione
di Maria Giulia Mazzoni
Il presepe è ancora allestito al centro di piazza San Pietro, ma ieri mattina all’interno del celebre colonnato antistante la Basilica hanno preso posto anche un bue ed un asino, rigorosamente veri. L’occasione è stata data della ricorrenza di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali e patrono di tutti gli allevatori, in onore del quale l’Associazione Italiana Allevatori ha allestito in piazza San Pietro una vera e propria stalla, nella quale sono in mostra alcune tra le specie più rappresentative del bestiame che viene allevato in Italia. Quest’anno, per la prima volta, l’Aia ha deciso di celebrare in maniera solenne la ricorrenza di S. Antonio Abate. Nell’iconografia cattolica questo Santo (vissuto tra il 250 ed il 356 d.C.) è quasi sempre stato raffigurato con a fianco un maialino, motivo per il quale nel corso del tempo la religiosità popolare lo ha fatto divenire il protettore di tutti gli animali. Nonostante la pioggia battente che impietosa non ha mai smesso di cadere, sono stati centinaia gli agricoltori venuti da tutta Italia che si sono messi in fila sotto al colonnato di San Pietro per entrare ad assistere alla celebrazione della liturgia. Nel quadro delle celebrazioni profondo significato assume la partecipazione di una delegazione di allevatori, guidata dal presidente dell'Aia Nino Andena, all'udienza in Vaticano concessa da Sua Santità Benedetto XVI nella mattinata di ieri. Nel suo discorso il Santo Padre ha rivolto un particolare pensiero all’Associazione Italiana Allevatori, "realtà importante per l'economia del Paese" e li ha esortati "ad operare sempre più nel rispetto dell'ambiente e in favore della sicurezza alimentare dei cittadini". La giornata si è aperta con la partecipazione di numerosi allevatori, provenienti da ogni parte d'Italia, alla celebrazione della Santa Messa solenne all'interno della Basilica di San Pietro, officiata dal Cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica Vaticana. Al termine della funzione religiosa, sul sagrato della Basilica di San Pietro, il cardinale Comastri ha benedetto operatori del settore e gli animali presenti in un apposito stand allestito dall'Aia.
Clonazione. La clonazione non serve al progresso della zootecnia Anche Aia entra nel vivo del dibattito dopo le dichiarazioni della Food and drug administration (Fda) e dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) in merito alla non pericolosità degli alimenti di origine animale provenienti da soggetti clonati. "La clonazione - dichiara il presidente Nino Andena - non è di alcuna utilità per il progresso della zootecnia. E Aia può affermarlo a ragion veduta poichè ha studiato a fondo queste tecniche riproduttive, nella consapevolezza che la clonazione non serve assolutamente nè agli allevatori, nè ai consumatori”.
Edizione n. 13 del 18/01/2008
ANIMALIEANIMALI
COMITATO BIOETICO EUROPEO DICE NO A CIBI DA ANIMALI CLONATI
18 gen 08
Più che un dubbio.
18 gennaio 2008 - Il comitato bioetico della Commissione europea (Ege) ha espresso i propri "dubbi" circa la vendita di carni o latte derivati da animali clonati, prendendo di contropiede l'Autorita' europea per la sicurezza alimentare (Efsa).
"Considerando l'attuale livello di sofferenza e i problemi di salute degli animali clonati, l'Ege nutre dubbi sul fatto che sia eticamente giustificata la clonazione per il consumo alimentare", si legge nel rapporto diffuso a Bruxelles.
"Attualmente - si sottolinea ancora nel documento - l'Ege non vede argomenti convincenti per giustificare la produzione di alimenti di animali clonati e della loro progenie". Se, nonostante il parere dello speciale comitato, l'Unione europea dovesse decidere di dare il proprio via libera all'introduzione sul mercato di questi nuovi prodotti, l'Ege invita i Ventisette alla massima cautela, applicando rigidi criteri per garantire la loro sicurezza, vigilando attentamente su un'adeguata tracciabilita' e su un corretto trattamento degli animali.
Il parere dell'Ege, composto da 15 esperti tra professori di etica, teologia, filosofia e diritto, e' in contraddizione con quello emesso dall'Efsa, che solo venerdi' scorso ha concluso che gli alimenti in questione non sono piu' rischiosi per la salute umana che quelli derivati de animali non clonati.
Ma il comitato prende soprattutto le distanze dagli Usa, dove l'agenzia americana per la regolamentazione dei prodotti alimentari (Fda) ha dato luce verde, nei giorni scorsi, all'introduzione sul mercato di prodotti animali clonati, giudicandoli sicuri per il consumatore. Da parte sua, prima di prendere una decisione in materia, la Commissione europea ha fatto sapere di voler attendere il giudizio finale dell'Efsa, atteso per maggio, ma soprattutto le conclusioni di uno speciale sondaggio presso i cittadini dei Ventisette, tradizionalmente scettici su questi argomenti.
Avere un'opinione dei cittadini europei "e' per noi molto importante", ha detto ieri il commissario europeo alla Salute, Markos Kyprianou. L'avviso negativo del comitato bioetico, insieme con i risultati del sondaggio, potrebbero fornire all'esecutivo Ue argomenti sufficienti per rifiutare, almeno nell'immediato, l'introduzione sulla tavola degli europei di cibi clonati. Bruxelles dovrebbe esprimersi sulla questione il prossimo maggio.
(Pal/Gs/Adnkronos)
ANIMALIEANIMALI
GB: AL VIA CREAZIONE DEI PRIMI EMBRIONI CHIMERA DEL MONDO
18 gen 08
Annuncio dell'Autorita' britannica per la fecondazione umana e l'embriologia.
18 gennaio 2008 - Dopo il via libera iniziale dello scorso settembre le autorita' britanniche hanno autorizzato due laboratori universitari a creare i primi embrioni chimera del mondo, meta' uomo e meta' animali, per ricerca sulle cellule staminali. Lo ha annunciato l'Autorita' britannica per la fecondazione umana e l'embriologia (Hfea).
Il Kings College di Londra e la Newcastle University sono state autorizzate a effettuare i loro studi per un anno. I ricercatori daranno vita a embrioni ibridi inserendo il nucleo di una cellula umana nell'ovocita animale svuotato quasi completamente del suo patrimonio genetico. Gli embrioni sarebbero cosi' per il 99, 9 per cento umani e per lo 0,1 per cento animali.
La controversa tecnica non manchera' di creare polemiche anche perche' nelle scorse settimane due equipe, una statunitense e una nipponica, hanno sviluppato un nuova procedura per creare staminali etiche, senza ricorrere allo sviluppo di embrioni, riuscendo a "ringiovanire" le cellule epiteliali rigenerandole in staminali.
L'utilizzo degli ovuli animali risolvera' il problema della scarsita' di ovuli umani per tentare di ottenere staminali, le cellule totipotenti in gradi di trasformarsi in qualsiasi tessuto umano. Gli embrioni ibridi verranno distrutti dopo 14 giorni L'equipe del dottor Stephen Minger del Kings College intendono studiare con gli embrioni chimera quelle malattie di origine genetica come l'Alzheimer e il Parkinson. I colleghi di Newcastle, guidati da Lyle Amstrong, cercheranno di capire i meccanismi ancora segreti delle staminali, ossia come riescano a mutare in qualsiasi tessuto.
(AGI)
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