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CORRIERE ADRIATICO
14/03/2008
Presa di posizione della Condotta Slow Food e Coldiretti
“No a prodotti alimentari derivanti dalla clonazione”
SERRA DE’ CONTI - La Condotta Slow Food dei Castelli di Jesi, presieduta da Massimo Bergamo, ha aderito alla netta opposizione sulla possibilità di autorizzare la produzione e la commercializzazione in Europa di prodotti derivanti dalla clonazione animale. “Slow Food e Coldiretti – precisa Bergamo – hanno motivato la propria posizione contraria avvalendosi del contributo scientifico di studiosi ed esperti del settore. Dal punto di vista delle esigenze della produzione, l’attuale situazione della produzione animale non richiede ulteriori passi verso la sua omogeneizzazione. L’inseminazione artificiale praticata negli allevamenti intensivi soddisfa le esigenze degli allevatori in termini di controllo delle caratteristiche genetiche e della tempistica. Inoltre l’uniformità del bestiame potrebbe rappresentare un elemento negativo a fronte di malattie impreviste. La salvaguardia di allevamenti locali e tipici per la produzione alimentare, può giocare un ruolo chiave in termini di resistenza alle malattie, oltre che per il mantenimento delle tradizioni e per l’implementazione di economie locali,mentre la clonazione potrebbe rappresentare un passo indietro per lo sviluppo rurale, la sovranità alimentare e la protezione della salute”.
LA STAMPA
14/3/2008
Scoperto gene responsabile delle metastasi al seno
Può cambiare il comportamento di mille geni in cellule tumorali
ROMA
Un gruppo di genetisti del Lawrence Berkeley Laboratory, Università della California, ha identificato un gene «criminale» che promuove la formazione della forma più aggressiva di cancro al seno, in quanto capace di alterare il comportamento di altri mille geni che si trovano nelle cellule tumorali. Il gene, chiamato SATB1, già noto agli scienziati perché viene espresso nelle cellule del tumore al seno, ha anche un ruolo chiave nella formazione delle metastasi La ricerca, pubblicata su Nature di questa settimana è diretta Terumi Kohwi-Shigematsu che insieme ai suoi colleghi ha anche scoperto, sperimentando su modello animale, dei topolini, che «spegnendo» questo gene si riesce a fermare la proliferazione del tumore.
I ricercatori hanno visto che inibendo la funzione di SATB1, si fermava la proliferazione tumorale; mentre, al contrario, quando il gene veniva deliberatamente espresso nelle cellule tumorali, queste hanno ricominciato a proliferare fino a formare un tumore molto aggressivo.
Secondo i ricercatori questa funzione rientra nell’ambito della sua normale attività regolatrice di altri geni, ma diventa cattiva quando SATB1 è super attivato, da quel momento il suo lavoro di promuovere la crescita dei geni va fuori controllo e comincia ad impazzire.
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