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IL SECOLO XIX
CLONAZIONE: LE ULTIME FRONTIERE A 5 ANNI MORTE DOLLY/ ANSA
LA PECORA più famosa del mondo per essere stata il primo clone di un mammifero, Dolly, è morta solo cinque anni fa, ma da allora la ricerca ha fatto grandi passi in avanti. La stessa tecnica, perfezionata, ha permesso di ottenere cloni di molte specie, da animali da laboratorio a quelli da allevamento e di compagnia. L'ultima frontiera sono le chimere, più correttamente "cibridi", embrioni ottenuti trasferendo la cellula di una specie nell'ovulo di un'altra privato del nucleo.
L'esperimento venne condotto nell'istituto Roslin di Edimburgo dal gruppo coordinato da Keith Campbell e Ian Wilmut. Da una pecora di razza Finn Dorse fu prelevata una cellula dalla ghiandola mammaria e il suo nucleo venne trasferito nell'ovulo di una pecora di razza Scottish Blackface, privato del nucleo. L'embrione così ottenuto venne trasferito nell'utero di una terza pecora. Prima di arrivare a "creare" Dolly furono trasferite ben 277 cellule somatiche in altrettanti ovociti. Solo in ventinove casi si ottennero embrioni, trasferiti nell'utero di tredici pecore, con un solo successo.
Nata il 5 luglio 1996, Dolly è stata il primo successo della tecnica della clonazione e come tale la sua nascita venne annunciata nel febbraio 1997 dalla rivista Nature. Ha segnato una rivoluzione scientifica, dimostrando che, contrariamente a quanto si credeva, lo sviluppo di una cellula non è irreversibile ma che una cellula specializzata può riprogrammare il suo patrimonio genetico e tornare a essere indifferenziata, ossia una cellula staminale capace di svilupparsi di nuovo, dando origine a un embrione o a cellule di tessuti diversi.
Il primo animale a essere clonato dopo Dolly è stato il topo, per il particolare interesse che ha nella ricerca. All'inizio ottenere un successo era davvero difficile, ma la tecnica è stata progressivamente affinata. Oggi la "fattoria dei cloni" comprende 16 specie di mammiferi fra topi, asini e cavalli, maiali geneticamente modificati, animali selvatici come il muflone, mucche e capre, ratti e lupi, e poi animali da compagnia come gatti e cani.
Ma molte domande restano aperte. Nonostante i successi, ancora non si conoscono i fattori che influenzano la riprogrammazione cellulare e meno del 10% degli embrioni ottenuti con il trasferimento nucleare trasferiti in utero completa lo sviluppo.
Una delle possibili vie per saperne di più sono i cibridi, ossia ibridi per citoplasma: embrioni ottenuti trasferendo la cellula di una specie nell'ovulo di un'altra specie privato del nucleo (ma non del citoplasma). Finora ne sono stati ottenuti 33 in laboratori di tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone, alla Cina. Alcuni con cellule di animali minacciati di estinzione, come il panda e il gaur, altri con cellule di balena e umane.In quest'ultimo caso, l'obiettivo è avere a disposizione linee di cellule a scopo di ricerca, per studiare malattie neurodegenerative.
13/02/2008
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