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ADN KRONOS
CLONAZIONE: BIMBI FOTOCOPIA OGGI SI PUO', MIGLIORATA TECNICA CHE CREO' DOLLY
L'ESPERTO SULL''INDEPENDENT', ORA PIU' SEMPLICE MA SPERIAMO CHE NESSUNO LA USI
Roma, 14 apr. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Bambini clonati a portata di provetta. L'annuncio, che sicuramente sollevera' un vespaio di polemiche in tutto il mondo, e' pubblicato oggi dal quotidiano britannico The Indipendent, in prima pagina. Alcuni ricercatori hanno perfezionato la tecnica che creo' la pecora Dolly, e l'hanno testata sui topi scoprendo che e' possibile creare topolini-fotocopia, a partire da cellule della pelle di un animale adulto. Con pochissimi effetti collaterali che ne giustificherebbero, dicono, un'applicazione anche sull'uomo. L'annuncio riporta in auge le paure sollevate gia' ai tempi di Dolly, cioe' la possibilita' per la scienza di creare embrioni fotocopia di esseri viventi da usare come pezzi di ricambio in caso di bisogno.
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VIRGILIO
GENETICA/ SCIENZIATI: NUOVA TECNICA, PIU' FACILE CLONARE BAMBINI
Più semplice di quella usata per riprodurre la pecora Dolly
Roma, 14 apr. (Apcom) - Ricercatori statunitensi avrebbero messo a punto una nuova tecnica di clonazione, più semplice di quella usata per riprodurre la pecora Dolly, che potrebbe essere applicata a embrioni umani per clonare un bambino. Lo si legge sul quotidiano britannico 'Independent'.
Secondo i ricercatori, la tecnica utilizzata per riprodurre topi da laboratorio, attraverso cellule della pelle dell'animale adulto, darebbe risultati migliori di quella usata per Dolly nel 1996, con limitati effetti secondari ed eticamente più accettabili.
Stando a quanto riferisce Robert Lanza, responsabile scientifico della società di biotecnologie statunitensi 'Advanced Cell Technology', "non possiamo ancora parlare di clonazione, ma si può ammettere che con questa nuova tecnica si può realmente riprodurre un bambino", ha detto Lanza, la cui azienda ha aperto la strada agli studi sulle cellule staminali e sulle riprogrammazioni cellulari. "Con questo passo in avanti chiunque, giovane o vecchio, fertile o infertile, eterosessuale o gay può essere clonato utilizzando solo alcune cellule della pelle," ha detto Lanza.
La tecnica si basa sulla riprogrammazione genetica delle cellule della pelle che vengono riportate allo stato embrionale. Gli esperimenti svolti sui topi - che hanno dato vita a cloni o a chimere genetiche - hanno dimostrato che, in linea di principio, è possibile prendere una cellula umana della pelle, riprogrammarla, portandola allo stato embrionale, quindi inserirla in un embrione umano al suo stadio iniziale. Da questa tecnica si otterrebbe un bambino che avrebbe alcuni geni della persona che ha donato le cellule della pelle, così come i geni degli embrioni dei due genitori. In sostanza il clone potrebbe essere il risultato di un mix di geni di due o più persone, una chimera umana, che secondo Lanza, potrebbe anche crescere e vivere normalmente.
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ADUC SALUTE
AMERICHE - USA
Lanza: siamo in grado di clonare un bambino dalle cellule della pelle
14 Aprile 2008
Ricercatori statunitensi avrebbero messo a punto una nuova tecnica di clonazione, più semplice di quella usata per riprodurre la pecora Dolly, che potrebbe essere applicata a embrioni umani per clonare un bambino. Lo si legge sul quotidiano britannico 'Independent'. Secondo i ricercatori, la tecnica utilizzata per riprodurre topi da laboratorio, attraverso cellule della pelle dell'animale adulto, darebbe risultati migliori di quella usata per Dolly nel 1996, con limitati effetti secondari ed eticamente più accettabili. Stando a quanto riferisce Robert Lanza, responsabile scientifico della società di biotecnologie statunitensi 'Advanced Cell Technology', "non possiamo ancora parlare di clonazione, ma si può ammettere che con questa nuova tecnica si può realmente riprodurre un bambino", ha detto Lanza, la cui azienda ha aperto la strada agli studi sulle cellule staminali e sulle riprogrammazioni cellulari. "Con questo passo in avanti chiunque, giovane o vecchio, fertile o infertile, eterosessuale o gay può essere clonato utilizzando solo alcune cellule della pelle," ha detto Lanza. La tecnica si basa sulla riprogrammazione genetica delle cellule della pelle che vengono riportate allo stato embrionale. Gli esperimenti svolti sui topi - che hanno dato vita a cloni o a chimere genetiche - hanno dimostrato che, in linea di principio, è possibile prendere una cellula umana della pelle, riprogrammarla, portandola allo stato embrionale, quindi inserirla in un embrione umano al suo stadio iniziale. Da questa tecnica si otterrebbe un bambino che avrebbe alcuni geni della persona che ha donato le cellule della pelle, così come i geni degli embrioni dei due genitori. In sostanza il clone potrebbe essere il risultato di un mix di geni di due o più persone, una chimera umana, che secondo Lanza, potrebbe anche crescere e vivere normalmente.
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