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E-POLI Palermo
Sequestrato il canile "La Cuccia" ora i vigili sorvegliano gli animali
Il responsabile giudiziarioqui è il sindaco e ilmonitoraggio spetta alla polizia municipale
I lucchetti di quel cancello sono stati cambiati e a sorvegliare i duecento cani adesso, è la polizia municipale. Cibo e acqua invece, vengono portati dagli operatori della Gesip. È scattato
definitivamente il sequestro del rifugio "La Cuccia" che si trova in viale Regione Siciliana 5850: il provvedimento dei carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazione era stato eseguito a luglio dello scorso anno e a provocarlo, erano state le carenze igienico-sanitarie riscontrate all'interno dell'area che ospita i quattrozampe.
DA QUEL MOMENTO, era stato necessario aumentare le adozioni e fare in modo che i volontari fossero di più, ma nel frattempo l'attenzione su quel terreno di circa 300 metri quadrati che si trova in aperta campagna, non era diminuita. E così domenica mattina, è stato dato il via a un intervento risolutivo, in seguito al quale a mettere piede nel canile possono essere soltanto i vigili e il personale Gesip.
Da due giorni infatti, sono proprio loro a controllare il rifugio e a sfamare i cani, portando anche da bere con un primo approvvigionamento di quattro mila litri d'acqua.
Il responsabile giudiziario in questo caso è il sindaco - spiegano dalla polizia municipale - e visto che il provvedimento di sequestro era già scattato, il monitoraggio dell'area spetta agli agenti, che effettuando vari controlli dinamici durante tutto l'arco della giornata tengono d'occhio il canile sequestrato. Le varie volanti che si trovano in zona - precisano - si alternano quindi durante l'attività di sorveglianza, in modo che nel corso della giornata venga accertato che tutto sia a posto.
Un provvedimento che mette l'accento sulla necessità delle adozioni e sul bisogno quindi, di sfollare il più possibile il rifugio, da dove già da mesi arrivavano le richieste d'aiuto ai cittadini. Cibo, acqua, medicinali: lì serve di tutto e ora più che mai.
A lanciare l'allarme sono proprio i volontari della struttura, alcuni dei quali hanno dato per anni una mano in quel canile, vedendo nascere, crescere e a volte anche morire gli animali e adesso temono che gli aiuti - già in arrivo col contagocce - si blocchino del tutto.
"Le adozioni non devono fermarsi - dice Veronica - perché l'emergenza adesso esiste più di prima". "Soono tanti i cani ad avere bisogno di una mano nel rifugio - precisa Veronica - e non possiamo arrenderci proprio adesso".
D'altronde i quattrozampe presenti nell'area hanno già avuto una vita difficile, iniziata nella maggior parte dei casi proprio con l'abbandono: speriamo che quest'ulteriore intervento permetta ugualmente che ai cani venga dato da bere e da mangiare regolarmente e che arrivino degli aiuti concreti - aggiunge un'altra volontaria - perché la situazione era già critica.
Che ben vengano le adozioni e le donazioni quindi: si tratterebbe di una buona azione in occasione della Pasqua - dice Linda - perché questi cani hanno bisogno di tanto affetto.
L'amore ritorna sempre indietro - conclude - e non c'è migliore occasione che dimostrarlo in un'occasione come questa, in cui c'è una vera emergenza.
Intanto, nella mattinata di oggi i volontari del rifugio sequestrato, insieme ai responsabili dell'Ente Nazionale Protezione Animali di Palermo - che già ieri sono stati ricevuti dall'assessore comunale all'Igiene e Sanità Aristide Tamajo - si incontreranno sul posto con la polizia municipale e gli operatori Gesip.
In più sarà vagliata l'ipotesi di cedere alcuni dei cani ospitati in viale Regione Siciliana a un'altra struttura, ma sarà nei prossimi giorni che la situazione verrà definita. Per fornire qualunque tipo di aiuto intanto, è possibile chiamare il numero 340/4596510.
Lucchetti per altri sei siti sia in città chee in provincia
Il provvedimento definitivo per il rifugio “La Cuccia” arriva dopo il sequestro di altre strutture da un capo all'altro del capoluogo. Nelle scorse settimane infatti, i sigilli erano stati apposti a sei canili: quattro in città e due nel territorio della provincia.
Fra questi, anche il rifugio storico della Favorita. In più, i controlli dei carabinieri dei Nas sono stati effettuati anche Ad Agrigento e Trapani, dove i canili abusivi scoperti sono stati due. L'operazione condotta dai militari è rientrata nell'ambito della prevenzione del fenomeno del randagismo e l'avere accertato le carenze igienico-sanitarie e la mancanza di autrizzazioni fondamentali ha reso necessari i sigilli nelle strutture.
nel corso delle verifiche inoltre - come i carabinieri hanno precisato - e' stato accertato che molte strutture, oltre a essere sprovviste della prescritta autorizzazione e dei requisiti minimi stabiliti dalla legge, ospitavano animali non iscritti all'anagrafe canina e quindi sprovvisti di microchip.
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