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difesa animaliDifendiamoli: Massacra il cane e maltratta la moglie in pieno centro  

BARAONDA NEWS

Ladispoli: MASSACRA IL CANE E MALTRATTA LA MOGLIE IN PIENO CENTRO. L'indifferenza dei passanti. Una nostra lettrice ci racconta il drammatico episodio ancora sotto shock
Di redazione baraondanews (del 11/04/2008)

Viale Italia ore 16,00. In un pomeriggio di sole e vento primaverile piacevole, aspetto il mio turno davanti al bancomat. All’ improvviso, in lontananza, delle grida, minacce e insulti che si avvicinano. E lui: un uomo dall’aspetto imponente che urla. Di fianco a destra una ragazza goffa e impietrita con un passeggino che spinge a fatica. Dietro, come a proteggersi, una bambina. Camminano senza voltare lo sguardo. In fila come deportati. A sinistra dell’uomo, al guinzaglio, un cane, un meticcio di pitbull, cammina a fatica, come la donna. Le zampe un po’ storte e un’espressione fissa nel tentativo di essere fiero come vuole il padrone. Tutti devono vedere il cane. L’uomo colpisce ripetutamente coi fianchi la donna. Lei non si ribella. Cammina guardando avanti. Le urla aumentano. Il cane intuisce. Si ferma acquattandosi. E’ pronto. L’uomo inizia a picchiarlo ripetutamente: calci sui fianchi, sul collo; poi spinge gli scarponi sulla testa con ritmo regolare compiaciuto della sua violenza. Il cane è immobile così come la donna e la bambina: fisse a guardare il vuoto. Il nulla. Trattengono il respiro. Io urlo, ma lui colpisce ancora. Si avvicina a me minaccioso. Ho paura. Sono in tanti là intorno a guardare; nessuno reagisce. Da sola non riesco a fermare la violenza di quell’uomo. Lui lo sa. Grida ancora che posso chiamare chi voglio. Si vanta della sua spavalderia: incute terrore con ostentazione. Piango, impotente e indifesa. Lui se ne va. Aumenta il passo. La donna e la bambina riprendono a camminare, sempre al suo fianco. Con lo sguardo sempre fisso. La gente si allontana. Lo spettacolo è finito. E la sera? E il giorno dopo? E quegli occhi sperduti? Non fa niente. Nulla importa. Nessuno sembra più capace di indignazione. Vergogna! LORENA
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