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ENPA
MAGISTRATO DI GROSSETO AUTORIZZA L'ESAME DEL DNA SUI CUCCIOLI PER SCOPRIRE DI CHI HA ABBANDONATO OTTO CANI
L’esame del Dna. Per individuare con certezza la mamma di una cucciolata abbandonata. E perseguire l’uomo che ha abbandonato in un cassonetto otto cuccioli appena nati. Le armi per combattere l’abbandono sono sempre più sofisticate. Ed efficaci.
A Grosseto, per la prima volta in Italia, la locale Sezione Enpa è riuscita a convincere la magistratura e i carabinieri a effettuare l’esame del codice genetico dei cuccioli. La storia ha inizio un anno e mezzo fa, quando alcune persone trovano, in un cassonetto, i poveri animali, indifesi e abbandonati a morte certa. Li recuperano e li portano da un veterinario. Al professionista viene spiegato che un sospetto c’è, ma non è certezza. Interviene l’Enpa, guidata a Grosseto da Marlena Giacolini: scrive un appello al procuratore della Repubblica e al comandante provinciale dei carabinieri. Suggerisce l’esame del Dna. Tentativo disperato, perché il test costa, deve essere effettuato in centri specializzati e i risultati impiegano un po’ ad arrivare. Magistrati e carabinieri accettano, subito e convinti. Così si procede e si preleva un campione biologico sulla presunta madre dei cuccioli nell’abitazione della persona sospettata di aver abbandonato i cuccioli.
Il tempo passa, ma l’esito arriva: i cuccioli sono figli di quella cagnetta. E sono stati, quindi, abbandonati dal padrone. Ora l’uomo, un commerciante di 44 anni, dovrà rispondere dell’accusa di abbandono di animali. Reato grave. (11 giugno)
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