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difesa animaliDifendiamoli: Jurka, da regina dei boschi a stella in gabbia  

 

http://it.youtube.com/user/andreanon

Jurka rappresenta l'egoismo dell'uomo che, nel suo scriteriato processo di distruzione, ha decretato l'estinzione di numerosi animali.
Quando prenderà coscienza della conseguenze delle sue azioni sconsiderate non sarà più possibile tornare indietro.

Nella pelle di Jurka

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Alcuni passi tratti dal libro: Imperatrice Nuda di Hans Ruesch

"Le anime mute"

«Noi dovremmo adottare un'altra concezione, più saggia e forse più intuitiva, degli animali.
L'uomo civilizzato, che conduce lontano dalla natura universale un'esistenza artificiale e complicata, li osserva attraverso la lente delle proprie conoscenze, che gli restituisce un'immagine enormemente deformata. Noi trattiamo gli animali con condiscendenza, come se fossero creature incomplete alle quali un tragico destino abbia imposto delle forme molto inferiori alle nostre. E li è il nostro errore, il nostro grave errore. Perché non si devono misurare gli animali col metro dell.uomo. Sono creature complete e finite, dotate di un'estensione dei sensi che noi abbiamo perso o non abbiamo mai posseduto, e che agiscono in ottemperanza a voci che noi non udremo mai. Non sono per noi dei fratelli inferiori; non sono degli schiavi. Appartengono ad altri gruppi viventi, presi, insieme a noi, nella rete della vita e del tempo. Sono nostri compagni di prigionia nello splendore e nel travaglio di questa terra».

Così si è espresso in The Outermost House lo scrittore Henry Beston, un americano che ha sempre vissuto in stretto contatto con la natura, e mi pare difficile trovare parole più belle e più giuste per descrivere in tutta la loro pienezza quelli che possiamo anche considerare nostri fratelli minori, ma non per questo inferiori.

Albert Schweitzer, secondo il suo biografo Jean Pierhal, era sul punto di ammettere nelle auguste sale della filosofia, finora riservate all'uomo, anche tutti gli animali, quando lo colse la morte alla fine di una lunga, faticosa vita volta interamente a insegnare agli uomini, con la parola e con l'esempio, il senso di umanità.
Agli osservatori della materia si presenta il sorprendente fenomeno che mentre da una parte i vivisettori equiparano le reazioni fisiologiche, nervose e psichiche dell'animale a quelle dell.uomo, dall'altra essi pretendono di poterne lare tutto quel che vogliono e, allo stesso tempo,
che gli. animali non soffrono. È sintomatico che quésti individui, pure avendo continui contatti con gli animali, non sembrano minimamente accorgersi che tutti sono dotati di una squisita sensibilità e di un'intelligenza che, seppure per molti versi assai differente dalla nostra, non per questo va considerata "inferiore"...

"L'Intelligenza"

...Tutto ciò che noi sappiamo fare ma di cui gli animali sono incapaci, lo attribuiamo alle nostre superiori qualità intellettive. Ma dal canto loro gli animali sanno fare molte cose di cui noi siamo incapaci; però nella nostra presunzione antropocentrica, noi questo non l'attribuiamo alla loro intelligenza, ma a un presunto, non ben definito "istinto"...

"L'affettività"

...Gli zoofobi vorrebbero dar a intendere che l'amore per gli animali va a scapito dell'amore per l'uomo. È vero esattamente il contrario. L'amore per gli animali è qualcosa in più, non in meno.
Di solito chi protegge gli animali ha nei loro confronti i medesimi sentimenti di pietà che ispirano tutti i diseredati: l'infanzia maltrattata o abbandonata, i malati, i carcerati tante volte vittimizzati, e simili. E chi ama gli animali li ama anzitutto per le qualità "umane" che essi dimostrano: intendendo però quelle che l'uomo manifesta quando è al suo meglio, non quando è al suo peggio...

"L'odio"

...Ogni stoffa ha il suo risvolto, se non ci fosse la luce non sapremmo che cosa è un'ombra, e forse non potrebbe esserci amore se non ci fosse odio. L'odio per gli animali, almeno altrettanto frequente quanto l'amore per essi, è un rimasuglio atavico, dell'epoca primordiale quando le fiere della foresta rappresentavano ancora un pericolo per l'uomo. Alla base di quest'odio c'è sempre l'ignoranza, madre della paura e della codardia. Perciò un'estesa zoofobia è riscontrabile soprattutto in zone culturalmente sottosviluppate, dove gli adulti inculcano ai figli il cieco amore degli animali di cui essi stessi sono vittime, finché hanno mutato l'attrazione naturale in odio tradizionale. Troppo spesso l'odio per gli animali è così intenso da riversarsi anche su coloro che li difendono...

"La pietà"

...Nessuno ha mai tentato di spiegare perché la pietà verso i propri simili dovrebbe essere più meritevole che la pietà verso altre specie. Semmai è meno meritevole, perché vi entra sempre un calcolo egoistico, dei vantaggi materiali che derivano dalla solidarietà di gruppo. Ma chi si sobbarca alla non gradevole fatica di perorare la causa degli animali, non lo fa perché lo considera più importante che adoperarsi per gli uomini, ma perché gli animali non hanno voce né voto, perché il marcio è troppo nascosto, l'ipocrisia che lo rende possibile troppo vergognosa per il genere umano. E alla fine si vedrà che, adoperandoci per gli animali, ci saremo adoperati anche
per gli uomini...

 

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