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IL MATTINO
15 FEBBRAIO 2007
NOCERA SUPERIORE
Muore il cagnolino denuncia il veterinario
GIOVANNA FASANINO
Nocera Superiore (SA) - É decisa a procedere legalmente contro il medico veterinario che, qualche giorno fa, aveva operato la sua cagnetta, morta, però, in seguito a delle complicazioni. L'avvocato Socci, nota civilista di Nocera Superiore, ma anche amante degli animali, ha tutte le intenzioni di portare in tribunale chi, a suo dire, non ha garantito alla sua cagnetta le cure post-operatorie necessarie a superare eventuali crisi, ma vuole anche sollevare una questione sulla scarsa tutela giuridica destinata all'amico più fedele dell'uomo. A distanza di tempo da un altro intervento ci si rende conto che la cagnetta «Cherì» ha una garza nell'addome, «dimenticata» nel corso dell'operazione di sterilizzazione. È necessario intervenire e l'avvocato si rivolge a un noto veterinario cavese che, venerdì scorso opera la cagnetta. L'intervento va a buon fine, ma il medico veterinario avverte che le successive 48 ore saranno decisive per il piccolo animaletto, molto provato. Lascia alla padrona il suo numero di cellulare, per eventuali emergenze. La situazione, puntualmente, si complica al ritorno a casa, ma l'avvocato non riesce a mettersi in contatto con il veterinario. Decine di tentativi vanno a vuoto, fino a quando la cagnetta spira in piena notte. «Al danno si aggiunge la beffa - dice l'avvocato Socci - perché trattandosi di un animale posso agire solo in sede civile per chiedere il risarcimento del danno che ho subito, ma non posso esercitare nessuna azione per fare "punire" il comportamento sicuramente poco professionale di chi ha operato e non ha garantito una adeguata assistenza al mio cane. È evidente che il nostro ordinamento non ha una normativa adeguata per tutelare gli animali, soprattutto quelli che, per le persone sole, anziane o anche bambini in difficoltà, rappresentano molto di più che una "cosa" da risarcire in denaro se non c'è più o da sostituire».
AGI
16 FEBBRAIO 2007
RIFIUTA CURE A CANE CHE MUORE, DENUNCIATO VETERINARIO LECCHESE
(AGI) - Lecco, 16 feb. - Se vuole che visiti il suo cane mi deve dare 200 euro o non lo guardo neppure. Una comportamento davvero deprecabile quello di un veterinario lecchese che ha dimostrato di aver piu' amore verso il denaro che non gli animali. Ma questo suo atteggiamento lo ha messo nei guai con la giustizia: e' stato, infatti, denunciato a piede libero dai carabinieri con l'accusa di maltrattamento di animali. Si tratta di Franco Turati, 39 anni di Bosisio Parini (Lecco) che, stando a quanto riferiscono i carabinieri di Erba il 9 dicembre scorso. Quel giorno due coniugi erbesi si sono recati al Centro veterinario Triangolo Lariano di Canzo (Canzo) con il loro piccolo pechinese seriamente ammalato. Turati avrebbe chiesto l'esosa somma per una semplice visita veterinaria. Sentendosi rispondere che nessuno dei due coniugi aveva con se' tanto denaro, si rifiuto' di prestare la dovuta assistenza all'animale. Stando alla denuncia marito e moglie lasciarono i loro documenti per dimostrare la buona fede offrendosi di portare i duecento euro il giorno successivo. Nulla da fare.
Sconsolati ed amareggiati, sono saliti in auto, sono tornati a casa e hanno provveduto da soli a curare la bestiola che, tra atroci dolori, e' morto un paio d'ore dopo. Da qui la decisione di raggiungere la caserma dei carabinieri di Erba per denunciare l'accaduto. Il Luogotenente Luciano Gallorini, nei giorni successivi fu occupato nelle indagini sull'orribile massacro compiuto dai coniugi Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi. La denuncia fu accantonata. Ma ora l'ha ripresa in mano ed e' finita sui tavoli della Procura di Como.
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