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difesa animaliDifendiamoli: Il sindaco di Scicli: Non siamo noi i responsabili, ma altri  

Corriere di Ragusa
SCICLI - 16/03/2009

La tragedia di Giuseppe - Giovanni Venticinque precisa che il caso era stato segnalato
Il sindaco di Scicli: "Non siamo noi i responsabili, ma altri"


"Cosa hanno fatto la procura e la polizia giudiziaria da agosto? In queste settimane il numero dei cani si è più che raddoppiato". Intanto l´Oipa si oppone all´abbattimento delle bestie
Antonio Di Raimondo

«Non è nostra la responsabilità della tragedia. La mia amministrazione, già dalla scorsa estate, aveva segnalato la situazione alla procura. Ma nessuno ha mai mosso un dito per indurre «il mecenate dei cani» a controllarli». Non le manda a dire il sindaco del comune di Scicli Giovanni Venticinque, nel cui territorio ricade buona parte di contrada Ciarciolo, tra Marina di Modica e Sampieri, dove i cani hanno sbranato vivo il piccolo Giuseppe.

«Le responsabilità – incalza Venticinque – non stanno qua, ma più in alto. Cosa ha fatto in tutti questi mesi la polizia giudiziaria? A quanto mi consta, se lo scorso agosto i cani erano una ventina al massimo, nelle ultime serrimane il numero era più che raddoppiato: almeno una cinquantina. E mi preme precisare un dato di fatto: non ci troviamo dinanzi al fenomeno del randagismo. Questo è un caso tutto particolare, che, lo ribadisco, era già stato segnalato alla procura. Tutti sapevamo che Virgilio Giglio, al quale la stessa procura aveva affidato gli animali in custodia giudiziale, era un tipo particolare, e doveva essere tenuto sotto controllo, come i cani ai quali badava. Ma non spettava a noi farlo».

Per quanto riguarda il fenomeno randagismo, Venticinque non si tira indietro: «La notte i cani scendono fino in centro. Sono al corrente di questa situazione e, come ente, nei limiti delle nostre possibilità ci stiamo attrezzando per sterilizzare le cagne, nonché per attrezzare un canile «di fortuna» in un terreno di proprietà comunale. Ma i fondi sono inesistenti e il comune fa quello che può. Ci vogliono – conclude Venticinque – leggi nuove per arginare il randagismo, una problematica comune a tutta la nazione. E, lo ripeto, la tragedia del piccolo Giuseppe è scaturita da una circostanza a sé stante, che non c’entra nulla con il randagismo. Chi doveva vigilare non l’ha fatto».

LA CATTURA DEI RANDAGI IN UN CONTESTO DI SQUALLORE E SUDICIUME. I CANI SARANNO ABBATTUTI, MA L’OIPA INSORGE

I Carabinieri hanno supervisionato le operazioni di cattura dei cani randagi, a cura di personale specializzato. Il casolare dove viveva Virgilio Giglio era un ricettacolo di sudiciume. Carcasse di cani morti, rifiuti, ossa di altri animali. E i cani, quelli ancora in libertà, tutti di colore nero, si aggiravano minacciosi nei pressi, con la coda all’insù e con i denti digrignati, pronti ad attaccare. Gli animali sono stati condotti in una struttura sicura, in attesa che la procura decida quanto dovranno essere abbattuti. Ma le associazioni ambientaliste già insorgono contro questa eventualità.

Secondo la delegata provinciale Oipa (Organizzazione italiana protezione animali) è «Una tragedia annunciata quella della morte del piccolo Giuseppe, per la quale ci uniamo al cordoglio della famiglia e della città. Sono anni – scrive la Raffa – che l’Oipa parla delle inadempienze dei comuni, che non hanno stipulato una convenzione con uno dei due canili del territorio, né tantomeno si sono dotati di un canile sanitario comunale, come dovrebbe invece essere per legge. Sono anni – aggiunge la Raffa – che l’Oipa predica le sterilizzazioni delle cagne. La verità è una sola, i sindaci sono inadempienti, perché la legge li obbliga a convenzionarsi con una struttura idonea per i cani, qualora non dispongano di un canile sanitario comunale.

Ma i debiti accumulati dagli enti con le due realtà presenti sul territorio, la «Dog professional» e la «Cooperativa Maya» – conclude la Raffa – hanno indotto i responsabili a sospendere il servizio». E’ un residente a spezzare infine una lancia in favore di Virgilio Giglio: «faceva quello che poteva con il poco di cui disponeva. Virgilio era un volontario, si era sostituito alle istituzioni inadempienti, accollandosi i loro doveri. Non doveva finire così».
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Affari Italiani

Scicli/ Bimbo azzannato dai cani, il sindaco: "Siamo impotenti"

Lunedí 16.03.2009 12:18

Parla di una tragedia annunciata Giovanni Venticinque, sindaco di Scicli,  commentando l'uccisione di Giuseppe Brafa, un bambino di dieci anni azzannato da  un branco di cani a Sampieri, nel Ragusano. Da tempo gli abitanti della zona avevano segnalato la presenza di animali allo stato brado e nei mesi scorsi c'erano già state aggressioni e conseguenti denunce.

ABBATTIMENTO - "C'è l'assenza di leggi e, se ci sono, sono superficiali. Cominciamo a preventivare l'abbattimento degli animali, qualora si ritengano pericolosi. Questa possibilità non esiste in Italia - dice il sindaco di Scicli a Radio 24 -. Non erano cani randagi, ma erano affidati dalla Procura di Modica a un privato cittadino, un animalista convinto che li teneva. Le ultime segnalazioni risalivano allo scorso agosto, da allora nessun'altra segnalazione. Avevamo affidato tutto alla Procura, toccava alle forze dell'ordine intervenire, per noi non era più un problema. I cani inoltre stavano in una recinzione, non erano in balia di loro stessi".

NESSUN CANILE - Il sindaco ha ammesso però di non essere in regola con la legge che impone ai Comuni di avere un canile: "Siamo indietro anni luce, stiamo cercando di costruire una struttura, ma abbiamo solo 15mila euro all'anno in bilancio per le società che chiamiamo per portare i cani in canile. Il governo dia soldi per obbligare e mettere in condizioni le amministrazioni a costruirli".

EMERGENZA NAZIONALE - Sulla vicenda interviene anche l'Associazione dei veterinari, chiedendo al ministero della Salute di avviare urgentemente un tavolo di coordinamento con le strutture private. "Il randagismo è un'emergenza nazionale" scrive in una nota il presidente dell'associazione Carlo Scotti, sottolineando che "la tragedia di Modica si poteva evitare". Scotti parla di "eccesso di delega alle amministrazioni territoriali al quale si può rimediare solo con una gestione uniforme e omogenea che coinvolga tutti gli attori della prevenzione veterinaria e del controllo della popolazione canina".

BAMBINO SOTTO CHOC - Oltre al bambino di dieci anni, sono stati aggrediti dallo stesso branco un uomo di 47 anni e un piccolo di 9 anni, salvato da un passante. Non sono in pericolo di vita. Le condizioni del bambino sono stazionarie, ma è sotto choc e non parla. Un blocco psicologico, ipotizzano i medici, legato a una crisi di panico per l'aggressione. È ricoverato nel reparto di pediatria dell'ospedale Maggiore di Modica con una prognosi di venti giorni. Il custode dei cani intanto è stato arrestato: è Virgilio Giglio, 62 anni. I 15 animali responsabili delle tre aggressioni sono stati catturati dai carabinieri con l'ausilio della polizia veterinaria e verosimilmente saranno abbattuti.

OTTANTA CANI - Giglio era stato incaricato della custodia giudiziaria dei randagi dalla Procura di Modica. Quando i carabinieri sono andati a prenderlo, si è barricato in casa e ha aizzato contro i militari una decina di animali. "All’interno del recinto ne abbiamo trovati circa ottanta" ha detto il capitano dei carabinieri di Modica Alessandro Loddo. Le accuse per Giglio sono di concorso in omicidio colposo, malversazione di animali, omessa custodia e resistenza a pubblico ufficiale.

 

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