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Corriere della Sera
a Bolzano due indagati: giravano film hard con pornostar e animali
Collari di tortura per cani venduti online
Sette denunce, 1.500 articoli sequestrati
Chiamati «a strangolo con punte», sono predisposti all'irradiazione di scosse elettriche tramite telecomando
Un collare a strangolo con punte (Ansa)
VENEZIA - Sette persone denunciate, quindici perquisizioni e 1.500 collari d'addestramento per cani sequestrati: è il risultato di un'operazione della polizia postale di Venezia, che ha individuato con i cyber-investigatori della sezione di Treviso - in seguito a segnalazioni fatte da cittadini - diversi negozi virtuali che vendevano particolari strumenti per l'addestramento di cani. Secondo gli investigatori sono in realtà «piccoli strumenti per sevizie», collari denominati «a strangolo con punte», ovvero predisposti all'irradiazione di scosse elettriche tramite telecomando. Le indagini sulla natura del materiale in vendita, svolte anche con personale specializzato del settore veterinario, hanno consentito di qualificare tali prodotti come possibili strumenti di tortura, che possono provocare la morte dell'animale.
FILMATI HARD - Un'altra inchiesta a Bolzano ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di un altoatesino per sfruttamento, favoreggiamento e istigazione alla prostituzione e maltrattamento di animali. Secondo gli inquirenti, avrebbe girato in casa sua film a luci rosse con una pornostar inglese e dei cani. L'uomo, in cerca di nuove «attrici», avrebbe anche avvicinato delle ragazze del posto, chiedendo loro se volevano guadagnare dei soldi facilmente. Ma loro hanno rifiutato. Indagato anche un trentino: avrebbe procurato al complice dei cuccioli di Labrador. L'ipotesi di reato contro di lui è maltrattamento di animali.
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Tg Com
30/1/2009
Animali,sequestrati collari vietati
Venezia, usati per addestrare cani
Sette persone denunciate, quindici perquisizioni e il sequestro di un migliaio di collari d'addestramento per cani ritenuti dagli investigatori possibili strumenti per sevizie sugli animali. E' il risultato di un'operazione della Polizia Postale di Venezia, che ha individuato sul web una serie di negozi virtuali che vendevano questi collari vietati che erano anche predisposti all'irradiazione di scosse elettriche tramite telecomando.
Gli approfondimenti sulla natura del materiale posto in vendita, svolti anche con personale specializzato del settore veterinario, hanno consentito di qualificare tali prodotti come "possibili strumenti di tortura, potendo anche provocare la morte dell'animale".
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Virgilio
Veneto/ Negozi virtuali con oggetti tortura per cani: 7 denunce
Polizia postale ha scoperto vendita di collari che danno scossa
Milano, 30 gen. (Apcom) - La Polizia Postale e delle comunicazioni di Venezia ha denunciato sette persone, eseguito quindici perquisizioni e sequestrato più di 1500 collari d'addestramento per cani: erano venduti come collari d'addestramento, ma in realtà erano piccoli strumenti per sevizie "a strangolo con punte", cioè predisposti anche all'irradiazione di scosse elettriche tramite telecomando.
Nell'ambito dei servizi di monitoraggio della Rete Internet i cyber investigatori di Venezia e della sezione di Treviso, anche su segnalazioni fatte da cittadini, hanno individuato una serie di negozi virtuali (e-shop) su cui erano esposti al pubblico prodotti vari tra cui particolari strumenti per l'addestramento di cani. Gli approfondimenti sul materiale posto in vendita, svolti anche con personale specializzato del settore veterinario, hanno consentito di qualificare i prodotti come possibili strumenti di tortura, che potevano anche provocare la morte dell'animale.
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La Zampa
30/1/2009 - TORTURE
Collari elettrici per cani:
denunciate sette persone
I piccoli strumenti davano scosse elettriche agli animali per "addestrarli"
VENEZIA
La Polizia Postale e delle comunicazioni di Venezia ha denunciato sette persone, eseguito quindici perquisizioni e sequestrato più di 1500 collari per cani: erano venduti come collari d’addestramento, ma in realtà erano piccoli strumenti per sevizie «a strangolo con punte», cioè predisposti anche all’irradiazione di scosse elettriche tramite telecomando.
Nell’ambito dei servizi di monitoraggio della Rete Internet i cyber investigatori di Venezia e della sezione di Treviso, anche su segnalazioni fatte da cittadini, hanno individuato una serie di negozi virtuali (e-shop) su cui erano esposti al pubblico prodotti vari tra cui particolari strumenti per l’addestramento di cani.
Gli approfondimenti sul materiale posto in vendita, svolti anche con personale specializzato del settore veterinario, hanno consentito di qualificare i prodotti come possibili strumenti di tortura, che potevano anche provocare la morte dell’animale.
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