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difesa animaliDifendiamoli: Canile, ricorso contro lo sgombero.  

Corriere di Arezzo

Canile, ricorso contro lo sgombero.


Le due associazioni animaliste in campo nel giorno della visita alla struttura del Trebbio. Enpa e Guida Verde bacchettano il sindaco sui Sassi Rossi.
SANSEPOLCRO 22.02.2009

Canile dei Sassi Rossi e polemiche Enpa e Guida Verde attaccano il primo cittadino

Mentre proprio nella mattinata di ieri la stampa locale è stata invitata in visita al nuovo canile sanitario della Valtiberina Toscana a Sansepolcro, nella porzione di campagna compresa fra la frazione Trebbio e il confine con l’Umbria, Guida Verde Sos Animali e locale sezione Enpa sono passate di nuovo all'attacco, dichiarando l'intenzione di denunciare “l'abuso di potere” che a loro giudizio si sarebbe rilevato nell’operato del sindaco biturgense, Franco Polcri, firmatario di ordinanze di sgombero del canile dei Sassi Rossi nonostante i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Firenze - nel febbraio del 2007 - abbiano posto alla Comunità montana due condizioni: o l'affidamento dei cani in strutture attrezzate e autorizzate o la regolarizzazione nella gestione della stessa. In altre parole, la sistemazione del canile dei Sassi Rossi, intervento da sempre sollecitato da parte delle due associazioni animaliste, contrarie all'ubicazione del canile rifugio a Badia Tedalda, da dove - ricordano nella nota - le segnalazioni sono giunte anche per maltrattamenti e ora sono in fase di indagine. “Il canile sarebbe potuto rimanere perciò a Sansepolcro, ma non vi è stata la volontà politica di farlo”, scrivono Guida Verde ed Enpa, che chiamano in causa soprattutto il primo cittadino biturgense, criticandolo per non aver mantenuto quelle promesse fatte in campagna elettorale che di recente gli ha ricordato anche il consigliere regionale toscano dei Verdi, Fabio Roggiolani. E contro l’ordinanza di Polcri le due associazioni inoltreranno ricorso al Tar. Dall'altra parte, però, si registra la forte alterazione di Fabrizio Giovannini, nella duplice veste di assessore dell'ente comprensoriale e di vicesindaco di un paese, Badia Tedalda, che a causa della vicenda relativa al canile si è visto infangare la propria immagine dai servizi trasmessi sui telegiornali Rai. “Ora basta sul serio - ha detto Giovannini - e dico senza mezzi termini che il canile dei Sassi Rossi verrà presto chiuso, che quello di Badia Tedalda ha tutti i requisiti necessari per il regolare funzionamento e che lo spirito di volontariato puro di questi signori che ci attaccano verrà presto smascherato: il tempo di reperire i documenti e dimostreremo che invece, per svolgere questa attività, si percepiscono soldi”. Al canile sanitario del Trebbio gli animali verranno trattenuti per un massimo di 60 giorni, poi passeranno al canile rifugio di Badia, ma a questo proposito la Comunità montana ha emesso un bando finalizzato a combattere il randagismo, nel quale sono previsti contributi a fondo perduto per chi vorrà prendere in affidamento i cani dalle strutture dell'ente. La situazione dei canili e appunto il randagismo sono stati poi oggetto di divisione politica all'interno della maggioranza consiliare biturgense, con Viva Sansepolcro che mercoledì sera ha abbandonato l’aula e che ha fatto mancare il numero legale non per mancanza di rispetto verso il sindaco, come riportato dalle affermazioni del consigliere Riccardo Marzi - puntualizza il comunicato - ma bensì perché l'ordine del giorno presentato in assemblea non era stato stato minimamente discusso in precedenza e la lista civica non conosceva i relativi contenuti. Guida Verde ed Enpa stanno ovviamente dalla parte di Viva Sansepolcro. E allora ribadiamo un concetto già espresso: i cani debbono essere trattati con dignità (guai se fosse diversamente!), ma non possono nemmeno rivelarsi motivo di frattura in un momento nel quale occorre massima coesione all'interno dell'amministrazione comunale per risolvere i problemi più scottanti della città, vedi la sanità, la microcriminalità e una crisi economica che si manifesta sempre più, con negozi che chiudono e fabbriche che licenziano i dipendenti. In secondo luogo - e l'analisi è puramente politica - quale ruolo attende un gruppo di Viva Sansepolcro che sta andando verso la progressiva emarginazione in seno alla maggioranza e dal quale anche i suoi pezzi forti in sede elettorale (leggi il sindaco Polcri e l’assessore Marco Frullani) appaiono sempre più slegati? La soluzione di questa convivenza, in un modo o nell'altro ma con chiarezza, diventa oramai fondamentale per garantire la governabilità alla città intera

Claudio Roselli

 

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