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Difendiamoli: Ai giornalisti che scrivono dei cani cattivi |
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Lo Schermo
Ai giornalisti che scrivono dei cani cattivi
Anima-li : Animali
del 05/04/2009 di Anna Benedetto
LUCCA – “Chiediamo ai veri giornalisti di non usare più titoli allarmistici e fuorvianti tipici dei giornaletti di gossip che hanno scatenato questa assurda, incivile e medioevale caccia alle streghe che si sta espandendo a macchia d'olio tramite atti illegali continui e di massa”. Con queste parole le associazioni LIDA Lega Italiana Diritti dell’Animale, Amici del Cane Onlus, Amici degli Animali Associazione Barcellonese, AmiciCani, Animalisti Italiani, Associazione Rapid Dogs Rescue, Freccia 45, Anta, Lega Nazionale Difesa del Cane, OIPA Organizzazione Internazionale Protezione Animali, Associazione Empedoclina Protezione Cani Randagi, Aronne, DogWelcome, Nel Nome del Cane, Associazione Canili Milano, Associazione Canili Lazio, Chi li Ama ci Segua, Perle a Quattro Zampe, Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Marche e Gruppo Bairo Onlus iniziano un comunicato congiunto, diffuso il 23 marzo, che prosegue:
“Occorre invece far capire che i branchi non nascono dal nulla e soprattutto che non proliferano nei Comuni dove ci sono amministratori ligi alle leggi. Ribadiamo che migliaia di randagi disseminati nelle strade e nelle campagne del Sud Italia si trovano lì perché sono stati abbandonati in primis dalle istituzioni e in secundis da persone incivili, si sono riprodotti in quanto non sterilizzati e non censiti e sono poi rientrati, loro malgrado, nel circolo della sopravvivenza. Se voleste davvero onorare il diritto di cronaca avreste la possibilità di fare numerosissimi 'scoop' relativi a tutti i perversi meccanismi che hanno causato tutte le vittime preannunciate dal lontano 1991 in poi: bambini, adulti, turisti e cani. Vittime partorite da 18 anni di doloso menefreghismo, ignoranza e latitanza in barba ai precisi compiti affidati dalla L.N.281/91 ai Comuni perennemente in deficit quando le associazioni e i cittadini chiedevano conto per il randagismo, ma che avevano però soldi per feste, concerti, fuochi pirotecnici, costose coperture arboree, ma non avevano tempo, né voglia, né soldi per i canili né per i "rifiuti viventi canini" da metterci dentro.
Un vero giornalista andrebbe dalla Polizia municipale e dalle forze dell'ordine per sapere quante sanzioni per mancata apposizione di microchip sono state elevate in 20 anni ai privati, quante denunce sono state portate avanti per gli abbandoni, un vero giornalista farebbe sentire in mondovisione cosa risponde l'interlocutore se si telefona agli uffici pubblici dicendo che c'è un cane incidentato o vagante sulle strade di scorrimento veloce. Lo scoop è chiedersi perché in alcuni canili gestiti da cooperative non è possibile entrare né adottare, e perché ci sono cani scheletrici e non sterilizzati.La notizia è scoprire quanti fondi sono stati erogati ai Comuni e cosa ne hanno fatto, cosa concretamente ha fatto ogni ASL in merito al randagismo: quante sterilizzazioni, quante vaccinazioni, quanti interventi competono a queste istituzioni. Perché, inoltre, in alcune realtà gli enti inadempienti, invece di collaborare con le associazioni che da sempre fanno le loro veci, ne hanno ostacolato l'operato con tutti i mezzi?
La notizia è denunciare al pubblico quale losco business stia alla base della inapplicazione delle leggi, perché poco prima di certe gare di aggiudicazione di canili si verificano minacce e danneggiamenti gravi a volontari di associazioni che si presentano alla gara; la notizia è denunciare che chi vince non fa entrare volontari né adottanti per poter continuare per sempre ad avere 4,5 euro a cane al giorno senza che il cane veda un centesimo, tanto se la bestia muore il chip si rimuove facilmente e si installa in un altro cane e cosi via.. E sarebbe bello capire perchè le villette abusive di personaggi illustri nascono dal nulla in un week end e un canile viene progettato e terminato dopo anni e anni.Chiediamo quindi, invocando la vostra professionalità, e rimanendo a disposizione per fornirvi tutto il materiale e le testimonianze in nostro possesso, di trasformare questo Far West in un inversione di marcia che permetta, legalmente e efficientemente, nel giro di pochi anni, di risolvere il problema per un futuro migliore per uomini e animali”.
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