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difesa animaliDifendiamoli: 600 cani ed il canile municipale sotto sequestro a Terni  

Il Messaggero (Umbria)
Martedì 10 Marzo 2009    

Sono passate da poco le dieci quando al canile comunale di Colleluna arrivano gli agenti della Forestale e i carabinieri del Nas di Perugia.

In mano hanno un decreto di sequestro preventivo della struttura che secondo gli agenti, ospita 570 cani (secondo i volontari sono invece 520).
Pesanti le ipotesi di reato messe nero su bianco dalla Procura della Repubblica di Terni: maltrattamenti e sevizie agli animali, frode in pubblica fornitura, falso e violazioni di norme in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro.
Tre gli indagati in una inchiesta portata avanti da Nas e Forestale ed avviata da lungo tempo: Gianfranco Salvati, assessore all'ambiente del Comune, Salvatore Rapisarda, dirigente dell'ufficio ambiente del Comune e Carlo Andreucci, presidente della cooperativa Alis che si occupa della pulizia del canile e della somministrazione del cibo. Nel provvedimento firmato dal sostituto procuratore, Elisabetta Massini, emerge una situazione pesante. Con i cani che vivono in ambienti disseminati di feci, spesso lasciati senza acqua o stipati in gabbie senza alcuna possibilità di movimento, in ambienti frequentati da grossi topi. Gli inquirenti hanno trovato i cani nei luoghi più impensati: negli spogliatoi e nei bagni del personale, nel vano caldaia, nel locale adibito a cucina, in un capannone col tetto in eternit e in baracche arrugginite senza le cucce per ripararsi dalle intemperie. Il sostituto procuratore, Elisabetta Massini, contesta poi di non aver provveduto alla sistematica derattizzazione dei locali esponendo il personale che lavora nel canile al rischio di contrarre la leptospirosi, questione per la quale il sindaco, Paolo Raffaelli, aveva emesso un’ordinanza nel novembre scorso. Al presidente della cooperativa Alis la Procura contesta una lunga serie di violazioni in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro. Ma anche la presunta frode in pubblica fornitura, per non avere secondo l'ipotesi degli inquirenti adempiuto agli obblighi derivanti dall’appalto, soprattutto in materia di pulizia dei box del canile di Colleluna. Il sequestro preventivo del canile comunale arriva dopo che in Procura sono piovuti una decina di esposti depositati da Wwf, Enpa e dall'associazione Grandi Amici i cui volontari da 14 anni operano nella struttura. E poi ci sono le relazioni dei veterinari intervenuti al canile e del difensore civico. Carte che parlano di strutture fatiscenti che metterebbero a rischio la salute dei cani e delle persone che li accudiscono.
Forestale e Nas mettono i sigilli al canile e affidano la struttura alla presidente dell’associazione Grandi Amici, Silvia Festuccia. Che avrà una bella gatta da pelare. Perché si dovrà occupare del trasferimento dei cani che ora non hanno una giusta collocazione. Che sarebbero 250. Il costo delle strutture che li ospiteranno resta a carico del Comune. Così come il sostentamento e la cura di tutti gli animali. «Queste ulteriori spese si potrebbero anche evitare, siamo disposte ad incontrare il Comune per discuterne»,specifica Silvia Festuccia.
L'assessore Gianfranco Salvati non nasconde di essere sorpreso del provvedimento: «Mi assumo tutte le responsabilità -dice- e mi impegno a dare corso alle prescrizioni della Procura. Ma è curioso -aggiunge- che il sequestro avvenga mentre sono già avviati gli interventi che rispondono in larga misura alle prescrizioni stesse».
Per i cani il Comune stanzia per il 2009 novecentomila euro. Sul canile ha investito un milione e 600 mila euro nel biennio 2005-2006.
Il sindaco Raffaelli ha saputo del sequestro mentre illustrava alla maggioranza la difficile manovra di bilancio di previsione. Il suo commento è amaro: «Nell'ultimo triennio -dice- abbiamo speso per il canile una cifra più o meno corrispondente a quella che abbiamo destinato al sostegno dei minori, dei bambini in affidamento. Metto a confronto queste due cifre non per demagogia ma perché mi sembrano di alto valore simbolico e tali da indurre ciascuno ad una riflessione di buon senso».
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Agi

TERNI: IL SINDACO, SPESO PER IL CANILE QUANTO PER I MINORI

(AGI) - Terni, 10 mar - "Nell'ultimo triennio abbiamo speso per il canile una cifra piu' o meno corrispondente a quella che abbiamo destinata al sostegno dei minori, dei bambini in affidamento presso le famiglie o presso le strutture protette.
  Metto a confronto queste due cifre non per demagogia ma perche' mi sembrano di alto valore simbolico e tali da indurre ciascuno ad una riflessione di buon senso". Cosi' Paolo Raffaelli, Sindaco di Terni, ha commentato il sequestro del canile comunale "Colleluna" avvenuta ieri ad opera dei Nas, in base a quella che il primo cittadino ha defininito una "inattesa decisione" del Sostituto Procuratore della Repubblica Elisabetta Massini.
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Tam Tam
10/03/2009

600 cani ed il canile municipale sotto sequestro a Terni
Ipotizzati i reati di maltrattamento di animali, frode in pubblica fornitura e falso e violazioni alle norme sulla sicurezza negli ambienti di lavoro

I militari del Nas dei carabinieri di Perugia e personale del Corpo forestale dello Stato di Terni hanno sequestrato oggi il canile comunale di Terni a Colleluna nel quale c' erano 600 animali.
Il provvedimento di sequestro penale è stato emesso al termine di una lunga indagine svolta da Nas e Forestale sulla gestione del canile.
Sono stati ipotizzati i reati di maltrattamento di animali, frode in pubblica fornitura e falso e violazioni alle norme sulla sicurezza negli ambienti di lavoro.
I 600 cani presenti nella struttura al momento del sequestro sono stati affidati all'associazione "Grandi Amici" di Terni.
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Notiziario Italiano

 10/03/2009 11:25 - SEQUESTRATO CANILE
600 cani maltrattati messi in salvo da Nas e Forestale

TERNI – I carabinieri di Perugia ed il personale del Corpo forestale dello Stato di Terni hanno messo i sigilli ad un canile municipale di Terni, all'interno del quale vivevano 600 cani. Sono stati ipotizzati i reati di maltrattamento di animali, frode in pubblica fornitura, falso e violazioni alle norme sulla sicurezza negli ambienti di lavoro. Il sequestro del canile è stato effettuato dopo una lunga indagine, svolta da Nas e Forestale sulla gestione dello stesso; i seicento animali , ora sono al sicuro, i militari li hanno affidati all'associazione "Grandi Amici" di Terni.
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TerniMania

10mar
Sotto sequestro il canile comunale di Colleluna

Pubblicato da Muttley

Cani stipati in gabbie troppo piccole e sporche, spesso lasciati al buio e con gli escrementi vicino alle ciotole del cibo.
C'è questo e molto altro ancora nella fotografia scattata dalla procura al canile comunale di Colleluna, da ieri mattina sotto sequestro su disposizione del pm Elisabetta Massini.
Un quadro a tinte fosche quello tratteggiato dalla pubblica accusa, lontano dall'immaginario collettivo dei ternani che non avevano mai avuto troppi dubbi sulla struttura di Colleluna.
Ma quello che ieri si è presentato di fronte agli occhi di Nas e Forestale è stato un bel pugno sullo stomaco e ha richiamato tutti alla dura realtà.
Tre le persone iscritte dalla procura nel registro degli indagati. Un atto dovuto che, per ora, ha riguardato l'assessore all'Ambiente, Gianfranco Salvati, il dirigente del Servizio, Salvatore Rapisarda, e Carlo Andreucci, presidente della cooperativa a cui era stata affidata la pulizia dell'impianto.
Le ipotesi di reato riguardano, oltre il maltrattamento di animali, la frode in pubblica fornitura, il falso e la violazione delle norme relative alla sicurezza sul lavoro.
Oltre al sovraffollamento degli animali ospiti, 540 in tutto, gli inquirenti hanno appurato altri comportamenti inidonei: dall'inadeguatezza dello smaltimento delle deiezioni dei cani all'acqua data da bere agli animali, troppo calda d'estate e gelata d'inverno.
Nei mesi scorsi alcuni di loro avrebbero rischiato la disidratazione perchè le ciotole dell'acqua erano coperte dal ghiaccio.
Si parla anche di animali denutriti o non curati a dovere. I cani presenti nell'impianto di Colleluna al momento del sequestro sono stati affidati all'associazione "Grandi Amici" di Terni, la stessa che poco meno di un anno fa aveva presentato un esposto alla magistratura in merito alle modalità di gestione della struttura e all'assistenza data ai randagi.
Al suo presidente, Silvia Festuccia, è stata affidata la custodia giudiziaria della stessa struttura.

    "Sono volontaria da più di 12 anni. Eppure dal primo gennaio - ricorda - il Comune aveva lasciato fuori la nostra associazione per gestire direttamente il canile.
    A questo punto, senza alcun intento polemico, mi auguro che si trovi un punto d'accordo e che il sequestro preventivo di ieri sia un primo passo per accudire sempre meglio i nostri amici a quattro zampe."

Secondo gli accertamenti svolti dagli investigatori, la cooperativa alla quale il Comune, a partire dal 2008, aveva appaltato la gestione della struttura non avrebbe rispettato i termini stabiliti nel contratto sottoscritto con l'amministrazione stessa, pur incamerando i finanziamenti stabiliti.
In particolare - secondo la versione della pubblica accusa - non avrebbe rispettato quanto era stato prescritto in termini di pulizia della struttura e degli animali e di somministrazione del cibo agli stessi, che si sarebbero presentati alle forze dell'ordine in cattive condizioni igienico-sanitarie e malnutriti.
La cooperativa avrebbe inoltre presentato alle autorità delle certificazioni non veritiere relativamente agli standard di sicurezza della struttura, con conseguenti situazioni di rischio per i lavoratori che prestavano assistenza ai cani.
Il provvedimento di sequestro eseguito ieri mattina non ha termini di scadenza, ma prevede delle prescrizioni che dovranno essere effettuate dal Comune, in attesa della convalida da parte del gip.
La struttura sarà chiusa al pubblico, ma ne sarà comunque garantito il funzionamento

Antonio Mosca
Corriere dell'Umbria Martedì 10 Marzo 2009

 

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